La giornata finale del Festival delle Emozioni, ospitata nell’Aula Magna dell’Istituto Bianchini Filosi di Terracina, ha avuto come protagonista Guido Damini, che ama presentarsi ironicamente come uno “storico da bar”.
Il suo approccio al racconto del passato è tutt’altro che tradizionale: Damini alterna leggerezza, ironia, comicità e momenti esilaranti per avvicinare il pubblico alla storia.
Al centro dell’incontro c’era il tema dell’ansia nella storia. Attraverso un percorso sviluppato dal Medioevo alla Rivoluzione francese, fino all’età contemporanea, Damini ha mostrato come paure, inquietudini e contraddizioni dell’essere umano abbiano origini molto più lontane di quanto si possa pensare.
Quella che avrebbe potuto essere una semplice lezione si è trasformata in uno spettacolo capace di coinvolgere la platea, suscitare risate e, allo stesso tempo, stimolare una riflessione.
Laureato in Storia, Damini ha fatto della sua passione una professione: conduce conversazioni storiche a Radio Deejay, realizza podcast e ha portato i temi storici anche a teatro. Il suo linguaggio contemporaneo gli ha permesso di raggiungere un pubblico sempre più vasto.
Nel libro dedicato a cento episodi della storia dell’umanità, prova inoltre a individuare un filo di razionalità in millenni segnati da guerre, atrocità e avvenimenti spesso assurdi. Da qui nasce anche la sua preferenza per definire l’uomo non sapiens, ma “quasi sapiens”. Una battuta capace di strappare un sorriso, ma anche di racchiudere una riflessione profonda.