Indagine richiesta

Superbonus, lavori incompleti: nove famiglie denunciano

Nove famiglie di un condominio degli anni ’70 si sono rivolte alla Procura per fare chiarezza sui lavori finanziati dal Superbonus 110%.

Superbonus, lavori incompleti: nove famiglie denunciano

Nove famiglie residenti in un condominio di Latina, costruito negli anni ’70, hanno presentato una denuncia alla Procura per chiedere verifiche sulla gestione degli interventi finanziati dal Superbonus 110%, approvati dall’assemblea condominiale nell’ottobre 2021.

Come riferito dal quotidiano “Latina Editoriale Oggi”, il programma dei lavori, avviati nel gennaio 2022, comprendeva la realizzazione del cappotto termico, la sostituzione degli infissi, l’installazione di un impianto fotovoltaico e di caldaie per tre palazzine.

Dopo pochi mesi, però, il cantiere si è fermato. Il cappotto termico sarebbe stato completato soltanto in una palazzina e realizzato parzialmente in un’altra, mentre il terzo edificio sarebbe rimasto incompleto.

Nella denuncia, i condomini riferiscono che l’impresa incaricata era stata costituita proprio nel periodo di applicazione del Superbonus. Alla stessa società era stata affidata anche la bonifica dell’eternit, per un importo complessivo di circa 40.000 euro a carico dei residenti, ma l’intervento non sarebbe mai cominciato.

Nel novembre 2022 i lavori sono ripartiti con una società diversa, operante in subappalto, ma anche questa volta il cantiere è stato interrotto dopo circa un mese.

Controllando il cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, i condomini avrebbero poi verificato che i crediti d’imposta ceduti all’impresa inizialmente incaricata risultavano acquisiti dalla società. Secondo la loro ricostruzione, i crediti potrebbero essere stati monetizzati senza che gli interventi fossero portati a termine.

La vicenda ha lasciato i residenti con opere incomplete e con il rischio di dover affrontare ulteriori spese personali per concludere i lavori, inizialmente presentati come coperti dal Superbonus.

Per queste ragioni, le nove famiglie si sono rivolte alla Procura chiedendo accertamenti e ipotizzando, tra gli altri, i reati di falsità ideologica in certificati e uso di atto falso.