Udienza al TAR

PalaBoxe, Oliva: «Sfrattare la Boxe Latina è una vergogna»

Patrizio Oliva ha criticato l’ipotesi di sfratto della Boxe Latina, mentre la società attende la decisione del TAR sull’impianto di via Aspromonte.

PalaBoxe, Oliva: «Sfrattare la Boxe Latina è una vergogna»

Intervento deciso di Patrizio Oliva, lo “Sparviero” campione olimpionico e mondiale e tecnico responsabile della Nazionale italiana di boxe Under 15, sulla vicenda del PalaBoxe di Latina.

Sull’impianto di via Aspromonte pesa lo sfratto disposto dal Comune nei confronti della Boxe Latina 1956, in attesa del giudizio del TAR. Il tribunale amministrativo, nell’udienza dell’11 novembre, dovrà pronunciarsi sull’aggiudicazione della struttura, dopo il ricorso presentato dalla società The Champion contro il bando vinto dall’attuale gestore.

Oliva ha parlato durante la conferenza stampa organizzata dalla società, che ha illustrato i settant’anni di attività agonistica e amatoriale, formativa e inclusiva, compresi i progetti rivolti alle scuole. “Siamo una famiglia, non lasciamo nessuno indietro. Andiamo incontro alle difficoltà degli atleti. L’obiettivo è garantire la pratica sportiva a tutti”, ha affermato la presidente Maria Stella Prezioso.

Sul versante tecnico sono intervenuti Mirco Turrin, maestro della Boxe Latina, e Rocco Prezioso, entrambi membri dello staff di Patrizio Oliva. Turrin è reduce dagli Europei disputati in Turchia, competizione che ha portato all’Italia un oro e un argento.

Al di là della decisione amministrativa, la società guarda alla continuità della propria attività. “Se dovessimo uscire dalla nostra casa, la Boxe Latina non morirà qui. Siamo partiti dagli scantinati di Palazzo M e sapremo come ripartire”, ha dichiarato Turrin.

Il legale Matteo Sperduti ha quindi affrontato il tema della presunta morosità: “Non esiste alcuna morosità, perché non c’è un contratto d’affitto. Si è trattato di un atto unilaterale in autotutela del Comune, relativo a un pregresso che non costituiva elemento ostativo alla partecipazione al bando”.

Ora la parola passa al TAR, mentre la Boxe Latina auspica che il gong possa continuare a suonare a tutela della nobile arte.