Per l’omicidio avvenuto in viale 24 Maggio, la Squadra Mobile sta seguendo una pista precisa per individuare il responsabile della morte del 27enne originario del Gambia. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza, ascoltato diversi testimoni ed eseguito alcune perquisizioni.
Gli agenti avrebbero ricostruito con chiarezza diversi passaggi della vicenda. Tra le persone sentite c’è anche la fidanzata della vittima, che ha fornito agli investigatori una testimonianza ritenuta importante.
La donna ha raccontato: «Stavamo insieme da cinque mesi e sono incinta. Ieri sera eravamo sulle scale, al Villaggio Trieste. È arrivato un uomo e gli ha detto di seguirlo. Poco dopo ho sentito tre o quattro colpi, sono corsa e l’ho visto a terra».
Secondo la fidanzata, l’uomo che avrebbe accompagnato il 27enne era un suo vecchio amico, poi diventato un nemico, descritto come algerino o marocchino. I due avevano avuto una discussione alcuni mesi fa, ma la sera dell’omicidio l’uomo sarebbe tornato all’improvviso. «È stata una trappola», ha detto la donna.
Nel suo racconto vengono citati anche alcuni residenti di etnia rom di Latina, che il 27enne conosceva e dei quali si fidava. La fidanzata ha riferito che il giovane si era recato da loro per riscuotere una somma di denaro: a suo dire, gli dovevano dei soldi per un lavoro svolto e mai pagato. Tra loro sarebbe nata una lite, dopo la quale il 27enne si sarebbe allontanato. La donna ha precisato di non sapere quale lavoro avesse effettuato.
La fidanzata ha inoltre parlato del passato della vittima nel mondo dello spaccio. «Quando l’ho conosciuto spacciava, poi lentamente si è lasciato tutto alle spalle. Voleva cambiare vita», ha raccontato.
«Voglio sapere perché è morto. Se volevano mandare un messaggio, potevano sparargli a un piede o fare altro. Voglio capire perché abbia dovuto pagare con la vita», ha concluso la donna.