Il bottino del Latina resta molto magro: la squadra occupa il terzultimo posto, anche se deve ancora recuperare una partita. A pesare è soprattutto la scarsa capacità realizzativa, che finora ha limitato le alternative offensive.
Nonostante i tanti accorgimenti studiati, la sensazione è che la qualità a disposizione non permetta di trovare soluzioni diverse dall’affidarsi all’exploit del singolo. L’1-1 contro l’Ostiamare ha confermato la tendenza di questo avvio di campionato.
Contro i biancoviola non sono mancate le buone intenzioni: il Latina è partito bene e ha cercato di tornare alla vittoria dopo il pareggio. Nella ripresa, però, alcune decisioni arbitrali hanno inciso in modo significativo sull’andamento della gara.
Il rammarico è cresciuto con il rigore non concesso e poi con la traversa colpita da D’Angelo. Episodi che hanno accompagnato una manovra comunque sviluppata con continuità, nonostante le condizioni del terreno di gioco continuino a destare preoccupazione, al pari della classifica.
La realtà, tuttavia, non consente di cercare troppe giustificazioni. Alle responsabilità altrui si aggiungono quelle proprie, in una situazione che impone una reazione immediata.
Il prossimo appuntamento sarà in casa della Sambenedettese, in quello che si presenta come uno scontro diretto per la salvezza. Una definizione difficile da pronunciare, ma che fotografa l’attuale dimensione del Latina.