Sono preoccupanti i dati sugli infortuni sul lavoro nel Lazio: nei primi sei mesi del 2026, il 28% delle denunce ha riguardato lavoratrici e lavoratori tra i 16 e i 34 anni. Nello stesso periodo si contano otto infortuni mortali nella fascia under 35, il doppio rispetto ai quattro registrati nel 2025.
Secondo l’elaborazione dei dati Inail diffusa dalla Cgil di Roma e Lazio, le denunce complessive tra i più giovani sono state 6.616, il 10,1% in più rispetto alle 6.009 dello stesso periodo dell’anno precedente. La loro incidenza sul totale è salita dal 22,8% del 2020 al 28% del 2026.
L’aumento interessa tutte le fasce d’età considerate: tra i 16 e i 19 anni le denunce sono cresciute del 12,9%, tra i 20 e i 24 anni del 10,5%, tra i 25 e i 29 anni dell’8,3% e tra i 30 e i 34 anni del 10,5%.
A livello provinciale, Roma concentra il numero più elevato di casi tra gli under 35, con 5.346 denunce, pari al 28,5% degli infortuni complessivi registrati nel territorio. Latina è invece prima per incidenza, con 556 casi, equivalenti al 29,8%. Seguono Frosinone con 315 denunce, pari al 24,2%, Viterbo con 266 e un’incidenza del 24,8%, e Rieti con 133 casi, pari al 21,3%.
Quasi otto infortuni su dieci tra i lavoratori under 35 avvengono durante l’attività lavorativa. Proprio questa componente ha segnato l’incremento più marcato, con un aumento del 13,6% rispetto ai primi sei mesi del 2025.
Considerando i principali comparti nel periodo compreso tra il 2020 e il giugno 2026, sanità e assistenza sociale raccolgono il 14,2% degli infortuni tra gli under 35. Seguono commercio, con l’11,3%, trasporto e magazzinaggio, con l’11,2%, e alloggio e ristorazione, con il 10,5%. Più distanziati i servizi di supporto alle imprese, al 6,8%, le costruzioni, al 6,2%, e il settore manifatturiero, al 5,1%.
Per la Cgil di Roma e Lazio, la crescita degli incidenti tra i giovani rappresenta un’emergenza che istituzioni e imprese non possono trascurare. Il sindacato annuncia il proseguimento della mobilitazione contro precarietà, sfruttamento e condizioni di lavoro incompatibili con salute e sicurezza, chiedendo anche una formazione adeguata.
Secondo la confederazione, l’ingresso nel mondo del lavoro, anche attraverso i PCTO, deve essere accompagnato da una preparazione concreta sui rischi. L’ex alternanza scuola-lavoro, sottolinea la Cgil, deve garantire formazione reale e strumenti indispensabili per tutelare lavoratrici e lavoratori.