Latina Bene Comune interviene sulla gestione dei bandi e sulla vicenda dello stadio Francioni, contestando le scelte dell’amministrazione comunale e dell’assessore allo Sport Andrea Chiarato.
«Primum non nocere: prima di tutto, non fare danni. È un principio che l’amministrazione comunale e, in particolare, l’assessore allo Sport Andrea Chiarato sembrano aver dimenticato», sostiene LBC. Secondo il gruppo, la situazione del Francioni rappresenta l’ultimo episodio di una gestione degli impianti sportivi segnata da bandi, ritardi, contenziosi e dall’assenza di una strategia complessiva. Il rischio, viene sottolineato, è che Latina non riesca più a garantire continuità e prospettive al proprio patrimonio sportivo.
La posizione è stata espressa dalla segretaria Elettra Ortu La Barbera, dal vice segretario Alessio Ciotti e dai consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, con riferimento anche alla situazione del Latina Calcio e dello stadio Francioni.
Per LBC, la concessione dei due impianti simbolo della città, il Francioni e il Bondioli, sarebbe stata trasformata dall’amministrazione in un semplice strumento per fare cassa. Il gruppo critica l’utilizzo di valutazioni economico-finanziarie ritenute fuori scala e l’assenza di considerazione per la funzione sociale, la storia e il valore identitario delle strutture per la comunità pontina.
«È sconcertante constatare come si pretenda di affidare la gestione ventennale, o concessioni ponte da centinaia di migliaia di euro, di due impianti chiave a realtà calcistiche prive di una prima squadra in qualsiasi categoria e impegnate soltanto nel settore giovanile», afferma LBC. Il gruppo contesta inoltre le cifre e i parametri citati dall’assessore Chiarato nei confronti con altre città, tra cui Foggia e Palermo, ritenendo che quegli impianti siano diversi per importanza e dimensioni.
Secondo i rappresentanti di Latina Bene Comune, dietro le dichiarazioni dell’assessore emergerebbero una carenza di mediazione, di visione politica e di ascolto nel confronto istituzionale, oltre a una lettura insufficiente della realtà cittadina. «Non basta dire che il Latina giocherà al Francioni», osserva il gruppo, chiedendo di chiarire il prezzo dell’operazione e la sua sostenibilità, chi gestirà concretamente l’impianto, chi garantirà gli adempimenti necessari, chi sosterrà i costi e come la nuova assegnazione sarà conciliata con l’utilizzo dello stadio da parte della principale realtà calcistica della città.
LBC pone quindi una domanda politica all’amministrazione: quale sia la strategia per lo sport a Latina. «Il Francioni non è un caso isolato», sostengono i consiglieri, richiamando le altre criticità emerse nella gestione dell’assessorato.
Tra queste viene citato il Palaboxe, il cui bando è fermo a causa di decisioni e ricorsi arrivati fino al Consiglio di Stato. Per il Centro sportivo Vincenzo D’Amico, invece, è stata indetta una nuova gara dopo che nella prima procedura erano state escluse proprio le società sportive.
Anche la piscina comunale, secondo LBC, resta al centro di una situazione complessa. Sulla base delle dichiarazioni delle parti interessate, l’amministrazione starebbe valutando un’ulteriore revisione dei rapporti con il concessionario. Il gruppo parla di un doppio standard: sul Latina Calcio il Comune manterrebbe una posizione rigida, richiamando la responsabilità del gestore, mentre per la piscina, dopo la revisione contrattuale siglata nel 2025 per recepire le richieste del privato e senza accogliere quelle di altre realtà sportive del territorio, starebbe ipotizzando di accantonare in bilancio le somme eventualmente necessarie a coprire il mutuo residuo intestato al concessionario in caso di difficoltà economiche.
«Se il principio è che chi gestisce un impianto deve assumersi le proprie responsabilità, quel principio deve valere per tutti», affermano segretaria, vice segretario e consiglieri di LBC. In caso contrario, aggiungono, il Comune dovrebbe spiegare perché la flessibilità applicata alla piscina non possa essere valutata anche nei rapporti con il Latina Calcio, sempre nel rispetto della legge e degli atti amministrativi.
Il gruppo riconosce che sull’impiantistica sportiva sono in corso investimenti significativi. Si tratta sia di risorse già ereditate, come quelle del PNRR destinate alla piscina e al palazzetto dello sport o quelle relative all’impianto D’Amico, sia di stanziamenti individuati dall’attuale amministrazione: circa 4 milioni di euro per l’efficientamento energetico di impianti e palestre e 1,2 milioni collegati agli interventi sul patrimonio sportivo attraverso il Coni.
Per LBC, dunque, il problema non sarebbe la disponibilità finanziaria, ma l’assenza di una visione politica in grado di trasformare gli investimenti in una strategia valida per l’intero sistema sportivo cittadino.
«Il bilancio dell’assessorato continua a presentare troppe criticità», ribadisce il gruppo, ricordando il contenzioso amministrativo sul Palaboxe, la nuova gara per il Centro sportivo Vincenzo D’Amico e le difficoltà del movimento cestistico, che continua a fare affidamento soprattutto sull’impegno e sulle capacità dei privati.
Vengono inoltre segnalati interventi nei centri sportivi comunali che andrebbero oltre la manutenzione ordinaria e straordinaria senza che, secondo LBC, l’amministrazione ne sia a conoscenza. Nel frattempo Latina avrebbe perso parti rilevanti dello sport di vertice: il volley di alto livello, costretto dalle nuove regole della Lega a trasferirsi a Cisterna, e la pallanuoto di vertice, approdata ad Anzio perché il Comune non ne avrebbe tenuto conto. Il basket, aggiunge il gruppo, cerca con difficoltà una prospettiva.
Per Latina Bene Comune non si tratta di una fatalità. Il gruppo considera significativo che anche esponenti della maggioranza abbiano iniziato a chiedere pubblicamente una strategia complessiva per lo sport cittadino. In particolare, le domande sollevate sulla stampa dal coordinatore provinciale di Noi Moderati dimostrerebbero, secondo LBC, che non si tratta di una polemica inventata dall’opposizione, ma di una questione politica ormai evidente anche all’interno della coalizione che governa Latina.