«A Latina l’ordine pubblico sembra essere diventato la priorità delle priorità, con un’attenzione capace di anticipare scenari temuti e un’impostazione sempre più ipersecuritaria». È quanto affermano i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Giuseppe Massafra, Roberto Cecere e Luigi Garullo.
I rappresentanti sindacali chiedono che la stessa capacità di prevenzione venga applicata anche nei luoghi di lavoro. «Ogni mattina c’è chi entra in un cantiere, in una fabbrica o in un’azienda agricola e deve poter tornare a casa. In questo caso non servono presagi: i rischi sono noti e le conseguenze concrete e drammatiche», sottolineano, riferendosi a morti, feriti, persone segnate per sempre e famiglie sconvolte.
Nella provincia pontina, aggiungono, le vittime del lavoro continuano a comparire con frequenza inaccettabile nelle cronache. Ogni episodio deve portare all’accertamento delle responsabilità, ma deve anche spingere le istituzioni a verificare l’efficacia delle politiche di prevenzione. «Il cordoglio non può restare la risposta più puntuale».
Secondo i sindacati, sono passati oltre due anni dall’avvio del tavolo in Prefettura senza che sia stato definito un protocollo condiviso per la salute e la sicurezza sul lavoro. Un’attesa ritenuta eccessiva per chi affronta quotidianamente situazioni di rischio e che ora deve essere superata con impegni precisi.
«Per alcuni pericoli si riesce a intervenire prima ancora che si manifestino; per quelli sul lavoro, già documentati dalla cronaca, non si riesce ancora a chiudere un protocollo», osservano Cgil, Cisl e Uil di Latina.
Le organizzazioni chiedono quindi alla Prefettura di Latina di riconvocare rapidamente il tavolo e di stabilire tempi certi per definire e sottoscrivere l’accordo. Il documento, spiegano, dovrà essere uno strumento operativo, con responsabilità chiare, coordinamento tra gli enti competenti, controlli mirati, formazione concreta e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Gli impegni dovranno inoltre essere accompagnati da verifiche periodiche sulla loro attuazione. La tutela dell’ordine pubblico, concludono i segretari, è un compito delle istituzioni, ma la stessa determinazione deve essere riservata alla protezione della vita di chi lavora.
«Chiediamo che la sicurezza sul lavoro abbia finalmente il peso, l’urgenza e le risorse imposti dalla gravità della situazione. Per aprire il tavolo sono serviti più di due anni; per renderlo efficace non possiamo aspettare la prossima vittima».