La replica

Case popolari, il Comune replica sul caso Ciarelli

Il Comune di Latina contesta la ricostruzione dell’avvocato Francesco Di Ciollo e chiarisce criteri, graduatorie e verifiche sul caso.

Case popolari, il Comune replica sul caso Ciarelli

Dopo il servizio trasmesso da Monitor su Lazio Tv, l’amministrazione comunale di Latina interviene per fornire chiarimenti sulle dichiarazioni dell’avvocato Francesco Di Ciollo relative alla vicenda degli alloggi popolari.

Il Comune precisa che, in merito al caso segnalato dal legale, gli uffici hanno già evaso e concluso due richieste di accesso agli atti.

Per quanto riguarda la graduatoria degli appartamenti Ater di via Selene, l’amministrazione spiega che nel mese di maggio, quando è stata comunicata la disponibilità degli alloggi, è stata applicata la graduatoria allora vigente. Al legale sarebbe stato chiarito che la posizione dell’utente, una volta ricalcolata, sarebbe stata verificata e confermata nella successiva graduatoria utile.

Secondo il Comune, il collegamento tra la situazione dell’assistita e gli appartamenti di via Selene nasce da un errore. Gli alloggi assegnati, infatti, avevano una superficie massima di 45 metri quadrati ed erano destinati a nuclei composti da una sola persona o da un genitore con figlio. L’interessata, invece, non figurava in quella graduatoria, ma in quella riservata agli appartamenti tra 45 e 60 metri quadrati, poiché nello stato di famiglia risultava anche il figlio. La normativa, sottolinea l’amministrazione, non consente di trasferire due persone in un alloggio con una sola camera da letto.

L’utente, pertanto, non rientrava nella graduatoria utilizzata per l’assegnazione degli appartamenti di via Selene. Il Comune interviene anche sul punteggio, ricordando che le graduatorie hanno carattere provvisorio perché vengono predisposte sulla base dei dati autodichiarati dai richiedenti.

In un momento successivo gli uffici svolgono le verifiche previste dalla legge attraverso l’apertura di un procedimento, durante il quale è possibile presentare osservazioni entro i termini stabiliti. Tali osservazioni possono essere accolte oppure respinte.

Nel caso specifico, il procedimento si è concluso con un provvedimento che ha previsto la riduzione di dieci punti. La normativa stabilisce infatti che il reddito annuo complessivo, senza distinguere tra somme esenti e non esenti, debba essere inferiore a 7.954,05 euro.