La richiesta

Case di quartiere, l’opposizione: «Servono risposte e tempi certi»

Le opposizioni chiedono di riattivare i patti sospesi, rispondere alle domande di rinnovo e rivedere il regolamento comunale.

Case di quartiere, l’opposizione: «Servono risposte e tempi certi»

La Commissione Trasparenza del Comune di Latina, presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi, si è riunita su richiesta di Valeria Campagna, del Partito Democratico, e Nazzareno Ranaldi, di Latina 2032, con il sostegno di Latina Bene Comune. Al centro della seduta lo stato di attuazione dei patti di collaborazione complessi e il futuro delle Case di quartiere.

Secondo Latina Bene Comune, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Latina 2032, Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile, dalla Commissione è emersa una situazione preoccupante. Le forze di opposizione accusano l’Amministrazione di non avere ancora definito una strategia chiara per garantire continuità a esperienze considerate un importante patrimonio sociale e civico della città.

Per le cinque Case di quartiere sono necessarie risposte rapide. Il patto di Borgo Sabotino è stato sciolto, mentre quelli dell’ex Casa di quartiere di via Milazzo e dell’ex Tipografia Il Gabbiano risultano sospesi per i lavori di manutenzione finanziati dal PNRR. I patti di Borgo Piave e dell’ex Cinema di Latina, invece, sono arrivati alla scadenza.

Le opposizioni sottolineano che, nonostante la conclusione degli interventi negli immobili interessati dalle sospensioni, il Comune non abbia ancora indicato tempi e modalità per la riattivazione. La richiesta è di interrompere le sospensioni subito dopo la riconsegna degli spazi e consentire ad associazioni e comitati di riprendere le attività nel più breve tempo possibile.

Criticità vengono segnalate anche sul fronte dei rinnovi: sarebbero già arrivate diverse richieste, ma non risultano ancora istruite né accompagnate da una risposta. Per la coalizione, non è accettabile lasciare nell’incertezza il lavoro svolto dalle realtà associative e dai comitati.

I patti di collaborazione hanno permesso di restituire spazi pubblici alla collettività, promuovere iniziative sociali e culturali, creare reti di solidarietà e valorizzare l’impegno civico. Per questo l’opposizione ha chiesto la convocazione di una nuova Commissione Trasparenza entro 15-20 giorni, con l’obiettivo di completare la ricognizione dei patti, verificare il ripristino di quelli sospesi e ottenere risposte sulle domande di rinnovo ancora inevase.

Alla seduta hanno partecipato numerosi cittadini e alcuni referenti delle Case di quartiere, che hanno raccontato le proprie esperienze e le difficoltà incontrate nei rapporti con l’Amministrazione comunale. Le opposizioni hanno ringraziato i partecipanti, ribadendo la necessità di ascoltare chi si occupa quotidianamente della cura degli spazi pubblici e chiedendo che le criticità vengano affrontate con interventi concreti.

Tra i temi discussi anche la revisione del regolamento comunale. In particolare, è stata contestata la disposizione che, dopo 24 mesi, prevede l’intestazione delle utenze delle Case di quartiere ai referenti dei rispettivi patti. L’opposizione propone soluzioni alternative per evitare oneri difficilmente sostenibili da cittadini attivi e associazioni. Viene inoltre valutata positivamente la disponibilità dell’assessora al Patrimonio Antonina Rodà ad approfondire la questione.

Le forze politiche chiedono poi di rafforzare monitoraggio e valutazione, affiancando alle relazioni annuali una relazione conclusiva per ogni patto. Il documento dovrebbe riepilogare attività svolte, risultati, valore sociale prodotto, difficoltà e criticità, così da garantire trasparenza e migliorare i futuri percorsi di collaborazione.

Resta aperto anche il nodo dell’interpretazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo gli uffici comunali, la disciplina dovrebbe applicarsi anche ai cittadini attivi impegnati nei patti. Le opposizioni ritengono questa lettura eccessivamente restrittiva: pur garantendo la sicurezza, chiedono di non equiparare automaticamente il volontariato alle prestazioni lavorative e invitano l’assessora Rodà e gli uffici a individuare soluzioni giuridicamente corrette che non ostacolino la partecipazione.

In conclusione, la coalizione sostiene che l’amministrazione condivisa debba tradursi in scelte politiche, procedure definite e tempi certi, non rimanere uno slogan. La Giunta Celentano è chiamata a decidere se investire sul modello di gestione condivisa dei beni comuni o lasciarlo indebolire tra ritardi e burocrazia. L’opposizione annuncia che continuerà a chiedere il ritorno alla piena operatività delle Case di quartiere e la prosecuzione dei patti di collaborazione.