CONFRONTO IN COMUNE

Alluvione a Latina, domani scade il termine per i risarcimenti

Sabato mattina i residenti delle zone più colpite manifesteranno davanti al Comune per chiedere interventi dopo l’alluvione.

Alluvione a Latina, domani scade il termine per i risarcimenti

Si è svolto in Comune un confronto particolarmente acceso per analizzare le conseguenze della grave alluvione che ha colpito Latina nella notte tra il 20 e il 21 ottobre, provocando allagamenti e ingenti danni.

Al centro della discussione è stata la relazione di Luca Gabriele, direttore dell’Area tecnica del Consorzio di bonifica Lazio sud ovest. Nel suo intervento ha evidenziato come, negli anni, il territorio sia stato compromesso dalla tombinatura di numerosi fossi, tra cui quello di via dei Cappuccini e il fosso Spagnoli, oltre che dalla presenza di costruzioni e recinzioni private che rendono difficili gli interventi di manutenzione sugli argini.

Gabriele ha inoltre riferito che alcune paratoie, che avrebbero dovuto essere aperte, sono state trovate chiuse. Per questo motivo è stata presentata una denuncia in Questura.

Il comitato di via Mercurio, nel quartiere Pantanaccio, ha contestato parte delle dichiarazioni del direttore tecnico, denunciando il totale abbandono della paratoia presente nella zona. I residenti hanno segnalato anche la presenza, nei canali, di detriti, sterpaglie e alberi.

Secondo Gabriele, tuttavia, oltre alle criticità del territorio, bisogna considerare la natura eccezionale dell’evento meteorologico: erano stati previsti 50 millimetri di pioggia, mentre ne sono caduti 170, arrivando in alcuni momenti a 200 millimetri.

Un esempio è rappresentato dall’idrovora di Capoportiere, dotata di una capacità di sollevamento di 3.000 litri al secondo. L’impianto, ha spiegato Gabriele, non avrebbe comunque potuto gestire i 6.000 litri al secondo arrivati durante il picco dell’emergenza.

Durante l’incontro, la sindaca Celentano e gli assessori Gianluca Di Cocco e Michele Nasso hanno ricordato che c’è tempo fino a domani per presentare le richieste di risarcimento. Di Cocco ha aggiunto che il Comune chiederà alla Regione di includere anche moto e automobili tra i beni risarcibili, normalmente esclusi dalle procedure.

Resta particolarmente grave la situazione dell’ospedale Santa Maria Goretti, dove il reparto di radioterapia è stato completamente distrutto. Il danno potrebbe superare i 5 milioni di euro e 65 pazienti sono stati messi in una situazione di pericolo per la necessità di proseguire le cure in altre strutture.

La Asl ha proposto il trasferimento dei trattamenti negli ospedali di Sora e al Bio Campus di Roma, ma finora soltanto 40 pazienti hanno accettato. L’azienda sanitaria sta valutando se procedere con i lavori di ripristino o costruire un nuovo bunker, non più nel seminterrato. Parallelamente, si cerca di chiarire perché il sistema di sicurezza non abbia funzionato quella notte.

Nel frattempo, per sabato mattina è stata annunciata davanti al Comune una manifestazione dei cittadini delle aree più colpite dall’alluvione, che chiedono interventi risolutivi sul territorio.