Forza Italia lascia definitivamente la maggioranza e prende le distanze dalla sindaca Matilde Celentano. La decisione apre una frattura nel centrodestra di Latina, che perde un componente importante della coalizione.
L’uscita degli azzurri è stata ufficializzata con le dimissioni dell’assessore Antonio Cosentino, arrivate dopo un tentativo di mediazione promosso da Fratelli d’Italia. Nel corso dell’incontro, Forza Italia ha illustrato le ragioni della scelta, confermando quanto già evidenziato nei giorni scorsi.
Il partito ha rivendicato la propria lealtà al programma, alla sindaca, alla maggioranza e soprattutto ai cittadini di Latina, sostenendo di aver dimostrato il proprio impegno attraverso fatti e responsabilità mantenute. Gli azzurri hanno inoltre sottolineato di non aver mai aperto né cercato una crisi e di non aver mai attaccato la prima cittadina, concentrando invece l’azione politica sui problemi e sulla richiesta di soluzioni concrete.
Tra le questioni citate figura la vicenda Abc. Secondo Forza Italia, le proprie posizioni sono sempre state fondate sul metodo e sulla necessità di tutelare la città, alle prese con una situazione definita drammatica. Il partito afferma di aver proposto interventi immediati, responsabili, sostenibili e attuabili, chiedendo condivisione senza però riceverla.
Gli azzurri contestano anche il fatto che ogni tentativo di dialogo sia stato interpretato come una volontà di rompere la coalizione, dimenticando che la democrazia ammette opinioni differenti e che la politica dovrebbe ricondurle a una sintesi condivisa.
Tra gli impegni disattesi viene indicato il piano industriale di Abc, che sarebbe dovuto essere condiviso entro la fine di ottobre ma non è mai arrivato. Forza Italia cita inoltre le proprie proposte sulle politiche di bilancio e sui fondi necessari per la manutenzione delle scuole, oltre alla richiesta di prepararsi per tempo all’avvio dell’anno scolastico.
Per il partito, le dichiarazioni d’intenti non sono più sufficienti. Latina vive una fase di emergenza costante, caratterizzata da tasse elevate, servizi ridotti al minimo e un progressivo peggioramento della qualità della vita.