La Regina Viarum

Via Appia, la Provincia di Latina punta sulla governance

La Provincia propone una governance nazionale e una segnaletica uniforme per valorizzare l'itinerario da Roma a Brindisi.

Via Appia, la Provincia di Latina punta sulla governance

Riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2024, la Via Appia Regina Viarum può rappresentare una leva strategica per lo sviluppo culturale, turistico ed economico dei territori attraversati. È la prospettiva ribadita dalla Provincia di Latina alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, dove il presidente Federico Carnevale ha sottolineato la necessità di una governance nazionale stabile, capace di collegare istituzioni, Regioni e Ministero della Cultura.

La Provincia di Latina coordina attualmente i tredici Comuni del tratto pontino della Regina Viarum e coinvolge istituzioni, rappresentanze economiche, associazioni e operatori attraverso un Tavolo permanente degli stakeholder. L’obiettivo è trasformare il riconoscimento UNESCO in una strategia condivisa, con ricadute concrete sulle comunità locali.

«Il riconoscimento UNESCO è un punto di partenza, non un traguardo – ha dichiarato Carnevale –. La sfida consiste nel creare le condizioni affinché questo patrimonio possa offrire opportunità concrete alle comunità e alle economie locali».

Nel corso del confronto sulla governance multilivello organizzato a Paestum, l’Ente ha rilanciato la proposta di un organismo nazionale dedicato al coordinamento e alla gestione della Via Appia. La struttura dovrebbe mettere in relazione i diversi sistemi territoriali, favorire la collaborazione tra Lazio, Campania, Basilicata e Puglia e assicurare un dialogo organizzato con il Ministero della Cultura.

La Provincia ha già chiesto un incontro al Ministro, evidenziando l’importanza di strumenti comuni di programmazione e gestione, nel rispetto delle competenze istituzionali. Tra i possibili soggetti di supporto operativo è stata indicata anche ALES S.p.A., società in house del Ministero della Cultura, per le attività legate alla valorizzazione, all’accessibilità e alla fruizione del patrimonio.

Segnaletica, accessibilità e servizi

Tra le priorità figura la creazione di un sistema uniforme di segnaletica e cartellonistica informativa lungo l’intero itinerario, da Roma a Brindisi. L’intervento punta a rendere i siti più riconoscibili, facilmente individuabili e accessibili.

«Non è possibile promuovere un grande itinerario culturale internazionale se i suoi luoghi non sono semplici da trovare e da visitare – ha osservato Carnevale –. Servono interventi concreti, come una segnaletica coordinata, informazioni omogenee e percorsi accessibili».

La necessità di costruire un’offerta turistica integrata emerge anche dallo studio realizzato da ISNART con la collaborazione della Camera di Commercio Frosinone Latina e presentato alla BMTA. L’indagine ha coinvolto 600 turisti e 200 imprese ricettive dei tredici Comuni del tratto pontino, rilevando una forte attenzione verso le esperienze culturali e le produzioni locali.

Il 64% dei visitatori frequenta i centri storici, contro una media nazionale del 35%. Il 21,4% acquista prodotti dell’artigianato locale, rispetto all’8% italiano, mentre il 16,5% considera gli eventi un elemento nella scelta della destinazione, a fronte del 5% nazionale. I dati mostrano quindi le opportunità derivanti dall’integrazione tra patrimonio storico, centri urbani, tradizioni, artigianato ed eccellenze produttive.

Da questa analisi nasce anche la proposta di un Osservatorio economico della Via Appia, da realizzare in collaborazione con il sistema camerale. L’organismo dovrebbe monitorare i flussi turistici, valutare gli effetti sulle imprese e individuare nuove possibilità di sviluppo. A Paestum sono state inoltre illustrate le prime iniziative di valorizzazione economica associate al marchio della Via Appia, con l’obiettivo di affiancare alla tutela una promozione strutturata delle filiere e delle eccellenze locali.

Dalla BMTA a Nexus

Il percorso proseguirà con Nexus, iniziativa promossa da Latina Oggi sulle strategie di sviluppo delle province di Latina e Frosinone attraverso le rispettive vocazioni territoriali. In questo contesto, la Via Appia sarà presentata come un’infrastruttura culturale ed economica capace di unire patrimonio storico, turismo, sistema produttivo, paesaggio, innovazione e identità locali.

«L’Appia dimostra come la cultura possa diventare una leva di sviluppo e competitività – ha affermato Carnevale –. L’obiettivo è superare la frammentazione delle risorse e costruire strategie integrate, in cui le vocazioni di Latina e Frosinone possano dialogare, rafforzarsi e creare nuove opportunità».

Il presidente della Provincia ha quindi ringraziato tutti i soggetti che hanno contribuito alla partecipazione dell’Ente alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. Un riconoscimento particolare è stato rivolto alla Camera di Commercio Frosinone Latina, al presidente Giovanni Acampora e all’Azienda Speciale Informare, per la collaborazione istituzionale e organizzativa e per il contributo allo studio ISNART.

Ringraziamenti sono stati espressi anche all’Istituto San Benedetto di Latina, alla Strada del Vino, ai Comuni, alle associazioni, agli operatori e alle realtà che hanno contribuito a raccontare le eccellenze del territorio pontino. L’apprezzamento ha riguardato inoltre i rappresentanti istituzionali, gli esperti e i relatori intervenuti, oltre al Settore Affari Generali della Provincia di Latina per l’attività organizzativa e di coordinamento.

«La partecipazione a Paestum è stata il risultato di un lavoro collettivo e ha confermato quanto la collaborazione tra istituzioni, sistema economico e comunità locali sia decisiva per costruire una strategia territoriale credibile e duratura».

Carnevale ha infine confermato l’impegno della Provincia nel raccordo istituzionale e nella valorizzazione dell’antico tracciato romano. «La Provincia di Latina continuerà a svolgere il proprio ruolo di raccordo e impulso – ha concluso – perché la Via Appia non sia soltanto un patrimonio da conservare e raccontare, ma diventi un’infrastruttura culturale capace di generare sviluppo, occupazione, attrattività e nuove prospettive per le future generazioni. Il valore dell’UNESCO si misurerà anche nella capacità di tradurlo in risultati concreti per i territori».