Governance interregionale, monitoraggio economico e valorizzazione delle produzioni locali sono i cardini del progetto “Economia della bellezza”, presentato dalla Provincia di Latina alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. L’iniziativa punta a trasformare il patrimonio della Via Appia in un motore di sviluppo turistico ed economico.
Paestum, 31 ottobre 2026. Nella prima giornata della manifestazione, giovedì 29 ottobre, la Provincia di Latina ha illustrato il progetto nello stand realizzato insieme alla Camera di Commercio Frosinone Latina e all’Azienda Speciale Informare. Presenti il presidente della Provincia Federico Carnevale e il presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora.
«La Via Appia Regina Viarum, riconosciuta Patrimonio Mondiale UNESCO, rappresenta un’occasione straordinaria per costruire una nuova politica di sviluppo territoriale», ha dichiarato Carnevale. L’obiettivo, ha spiegato, non è soltanto tutelare e promuovere un patrimonio millenario, ma dotarlo di una strategia capace di creare valore economico e opportunità per imprese e comunità.
Il progetto parte dallo studio ISNART realizzato per la Camera di Commercio, attraverso interviste a 600 turisti e 200 imprese ricettive nei 13 Comuni del tratto pontino dell’Appia. Il visitatore tipo è giovane e viaggia in coppia. Il 64% visita i centri storici, contro il 35% della media nazionale; il 21,4% acquista prodotti dell’artigianato locale, rispetto all’8% italiano, mentre il 17,4% partecipa a degustazioni, contro il 14,7% nazionale.
Gli eventi incidono sulla scelta della destinazione per il 16,5% dei turisti, oltre il triplo della media italiana, ferma al 5%. Internet orienta il 76,7% delle scelte, contro il 45,3% nazionale, mentre le guide turistiche raggiungono il 29,3%, rispetto al 3,8%. La spesa media giornaliera è di 103 euro sul territorio, soprattutto per ristoranti e prodotti tipici, ai quali si aggiungono 74 euro per l’alloggio, in linea con i valori italiani.
Il giudizio complessivo sulla vacanza è di 7,7 su 10 e sale a 8,4 per l’offerta culturale. Esistono però margini di crescita: la Via Appia ha inciso direttamente sulla scelta del viaggio per il 14,2% dei turisti e ha contribuito per un ulteriore 24,8%. Le principali richieste riguardano la segnaletica, indicata dal 29,7%, le aree di sosta, dal 29,5%, i servizi per pedoni e ciclisti, dal 28,1%, e gli strumenti digitali per l’orientamento, dal 27,2%.
Tra le imprese, il 79% considera l’Appia una risorsa importante e il 70% chiede un’intensificazione della promozione. «I dati confermano che il nostro patrimonio è già un fattore di attrattività e che ci sono significativi margini di crescita», ha commentato Carnevale.
La Provincia propone quindi un Osservatorio economico permanente della Via Appia, da realizzare con il sistema camerale, per monitorare nel tempo i flussi turistici, gli effetti economici del riconoscimento UNESCO e l’andamento di imprese e occupazione. «Non basta sapere quanti turisti arrivano: dobbiamo capire quanto valore rimane sui territori e dove indirizzare le risorse. La programmazione deve basarsi sui dati e sull’ascolto delle imprese», ha sottolineato il presidente.
Un secondo asse riguarda la governance. La Provincia ha proposto un Tavolo tecnico interistituzionale per la Via Appia, in raccordo con gli organismi già attivi e con il Ministero della Cultura, al quale è stato chiesto un incontro. Al tavolo dovrebbero partecipare Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, le quattro Regioni attraversate dal sito UNESCO, così da coordinare interventi e finanziamenti.
«Un patrimonio che attraversa quattro Regioni non può essere gestito attraverso iniziative scollegate», ha affermato Carnevale, evidenziando la necessità di una collaborazione stabile e rispettosa delle competenze. In questa direzione è già iniziato un confronto con ALES S.p.A., società del Ministero della Cultura, per accompagnare le istituzioni dalla programmazione alla realizzazione dei progetti.
La Provincia ha ricordato di aver già istituito la Cabina di Regia dei 13 Comuni del tratto pontino e il Tavolo Permanente degli Stakeholder. L’esperienza viene messa a disposizione del Ministero della Cultura senza sovrapporsi agli enti già competenti. Il confronto con ALES punta ad affiancare le amministrazioni nella progettazione e nell’attuazione del Piano di gestione del sito UNESCO. Alla Regione Lazio viene chiesto di accelerare i progetti e di considerare le esigenze del territorio pontino nella strategia regionale.
A Paestum è stato inoltre presentato il primo contratto di licenza d’uso del marchio, sottoscritto con DiversaMenteAgricola per l’olio extravergine di oliva Co-EVO N.13 “Essenza della Regina Viarum”. «Vogliamo che il valore del patrimonio si traduca concretamente anche nell’economia locale», ha spiegato Carnevale, definendo l’accordo un passaggio significativo per collegare il nome della Via Appia alla qualità dei prodotti del territorio e aprire la strada a nuove collaborazioni con le imprese.
Venerdì 30 ottobre, nella seconda giornata della Borsa, lo stand è stato dedicato ai 13 Comuni attraversati dalla Via Appia, con le loro storie, le imprese, la cucina e il mare. Rai News ha seguito in diretta la presenza della Provincia, trasmettendo un’intervista al presidente Carnevale.
Le due giornate hanno registrato una partecipazione ampia e qualificata da parte di amministratori locali, rappresentanti istituzionali, operatori economici, associazioni e realtà produttive. Numerosi anche i visitatori interessati al patrimonio archeologico, alle tradizioni, alle produzioni di eccellenza e alle opportunità turistiche dei tredici Comuni pontini.
Lo stand si è così trasformato in uno spazio di incontro, confronto e promozione integrata delle identità territoriali, confermando la capacità del progetto “Economia della bellezza” di riunire istituzioni, imprese e comunità attorno a una visione condivisa. In entrambe le giornate sono stati proposti approfondimenti sulla storia della Via Appia con Stefania Bove, archeologa e autrice televisiva.
L’obiettivo è costruire un’offerta integrata in cui archeologia, mare, agricoltura, artigianato ed enogastronomia non vengano più promossi separatamente, ma diventino parti di un unico sistema di valorizzazione, capace di esaltare le peculiarità di ogni Comune e rafforzare l’attrattività complessiva della destinazione.
La Provincia ha rivolto un ringraziamento alla Camera di Commercio Frosinone Latina, al presidente Giovanni Acampora e all’Azienda Speciale Informare per la collaborazione istituzionale, il contributo allo stand e al programma delle due giornate e per aver messo a disposizione lo studio ISNART, considerato uno strumento essenziale per orientare le future politiche di sviluppo.
«La Provincia di Latina intende svolgere pienamente il proprio ruolo di raccordo tra Comuni, istituzioni e imprese», ha concluso Carnevale. La proposta lanciata a Paestum mira a passare dalla promozione dei luoghi alla costruzione di un sistema economico territoriale, trasformando le potenzialità in risultati misurabili. «La partecipazione e l’interesse registrati dimostrano che il territorio è pronto a raccogliere questa sfida e a esserne protagonista. È questo il significato dell’Economia della bellezza».