Dopo l’alluvione che ha colpito in particolare la città di Latina, l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ha rivolto una lettera aperta all’amministrazione comunale e agli enti competenti. Al centro della richiesta ci sono interventi urgenti per la sicurezza del territorio, con particolare attenzione ai canali di bonifica.
Nella missiva, il responsabile della sede di Latina dell’associazione evidenzia una criticità che da anni mette a rischio l’incolumità di cittadini, automobilisti, motociclisti e pedoni. Secondo l’AIFVS, la vulnerabilità idrogeologica del territorio non dipende soltanto dall’aumento dell’intensità delle precipitazioni, ma anche dall’insufficienza e dalla mancata manutenzione dei sistemi di deflusso e della rete dei canali.
Latina, nata su un territorio interamente bonificato, basa il proprio equilibrio idrico su una fitta rete di canali, collettori e fognature comunali. Una struttura che, secondo l’associazione, oggi fatica a sostenere il carico determinato dalla crescita urbana e dagli eventi meteorologici. La carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria, si legge nella lettera, può trasformarsi in un rischio fatale per chi percorre le strade.
Canali ostruiti e rischio per la viabilità
La prima criticità riguarda i grandi collettori gestiti dal Consorzio di Bonifica Lazio Sud-Ovest. Nel corso degli anni, i comitati cittadini di Pantanaccio, Gionchetto e Piccarello hanno segnalato più volte la necessità di una pulizia periodica e della rimozione dei detriti dal fondo dei fossi e dei canali secondari.
Quando i canali principali, come il Canale delle Acque Medie e il Rio Martino, si riempiono rapidamente, la rete minore non riesce a smaltire l’acqua. Si crea così un effetto imbuto che può provocare tracimazioni, sommergendo terreni agricoli e quartieri residenziali. Fango e detriti sulle carreggiate riducono inoltre l’aderenza degli pneumatici, rendendo rischiosi i collegamenti stradali.
Fogne e caditoie in difficoltà
Nelle aree urbane, l’associazione segnala anche l’obsolescenza del sistema delle acque bianche e delle fognature comunali, non più adeguato alla progressiva cementificazione della città. Tra gli episodi citati figura l’allagamento del quartiere Gionchetto nel 2014, insieme alle emergenze più recenti.
Quando le condotte entrano in pressione a causa della mancata pulizia di tombini e caditoie, l’acqua può rifluire invadendo scantinati e garage interrati e paralizzando la viabilità. I ristagni sull’asfalto, inoltre, possono nascondere buche e cedimenti del manto stradale, aumentando il rischio di sbandamenti e incidenti.
Le aree considerate più esposte
Tra le zone indicate come maggiormente vulnerabili figurano il quartiere Pantanaccio e via Mercurio, dove la vicinanza alla rete idraulica di bonifica espone ciclicamente abitazioni e colture, compresi i kiwi, alle esondazioni.
Criticità vengono segnalate anche nella zona Piccarello e in via dei Cappuccini, dove l’acqua piovana supera spesso il livello della strada e raggiunge i piani interrati. Le insufficienze del sistema di deflusso avrebbero inoltre interessato i seminterrati dell’ospedale Santa Maria Goretti, i parcheggi sotterranei del centro commerciale Latina Fiori e quelli della Torre Pontina.
Problemi ricorrenti riguardano infine Latina Scalo, Borgo San Michele, Borgo Faiti e Borgo Sabotino. Si tratta di centri e periferie sviluppati attorno ai vecchi canali della bonifica, dove la crescita demografica e l’assenza di adeguati piani strutturali hanno esposto i residenti a periodi di isolamento durante le ondate di maltempo.
La contestazione sulle piogge eccezionali
L’AIFVS respinge la posizione attribuita al presidente del Consorzio di Bonifica, secondo cui gli allagamenti di ottobre sarebbero stati eventi eccezionali, con una possibile replica stimata tra 109 anni. Per l’associazione, questa lettura è inaccettabile e priva di fondamento scientifico perché non considera adeguatamente i cambiamenti climatici in corso.
Nella lettera si sottolinea inoltre che le opere di deflusso devono essere progettate e mantenute per prevenire e sostenere anche eventi classificati come eccezionali. Da qui la richiesta di chiarezza sugli investimenti già realizzati e su quelli programmati, anche in rapporto agli introiti della tassa di bonifica versata regolarmente dai cittadini.
Le richieste al Comune e al Consorzio
L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada chiede al Comune di Latina e al Consorzio di Bonifica Lazio Sud-Ovest, per quanto di rispettiva competenza, l’avvio immediato di un programma straordinario di pulizia, dragaggio e disostruzione dei canali di bonifica e dei fossi secondari vicini alle strade extraurbane e periferiche.
L’associazione sollecita inoltre un piano urgente di verifica, spurgo e manutenzione di tombini, caditoie e reti fognarie comunali, dando priorità ai quartieri storicamente colpiti e alle arterie a maggiore scorrimento. “La sicurezza stradale non è un costo, ma un dovere morale e civile”, conclude la lettera, offrendo la disponibilità a un confronto costruttivo e chiedendo un rapido riscontro e misure concrete a tutela della vita umana.