In conferenza

Caso urbanistica, Muzio resta al suo posto: «Nessuna dimissione»

Muzio esclude le dimissioni e rivendica il lavoro svolto, ma resta vaga sul sostegno della sua lista e replica con un «No comment» sul passato.

Caso urbanistica, Muzio resta al suo posto: «Nessuna dimissione»

È ancora aperto il caso urbanistica a Latina. L’assessore Annalisa Muzio ha incontrato la stampa per fare il punto sull’attività svolta dagli uffici e ha escluso l’ipotesi di lasciare l’incarico.

Alla conferenza erano presenti i dirigenti, il personale dell’ufficio, i componenti della commissione e alcuni esponenti dell’opposizione. A intervenire è stata soltanto Muzio. «Abbiamo lavorato tanto e molti altri progetti sono in dirittura d’arrivo», ha dichiarato.

Tra gli interventi illustrati figurano il piano di zona La Rosa, quello della zona Zani e il piano “Olim Palus 2032”, riferito al piano di zona “Ex Svar”. Sul fronte del condono edilizio, l’assessore ha comunicato incassi pari a 475 mila euro nel 2022, 481 mila nel 2023 e 772 mila euro nel 2025.

Per i contratti di quartiere sono previsti interventi a Latina Scalo, oltre alla realizzazione del Palazzetto di via dei Volsci e a lavori nella piscina comunale di via dei Mille. Muzio ha inoltre annunciato novità per il Servizio Informativo Territoriale, con la progettazione di un database destinato a raccogliere la cartografia aggiornata del Comune, passaggio ritenuto fondamentale per una gestione più telematica.

Nessuna dimissione, dunque. Muzio ha negato di averle presentate al sindaco. «Ho parlato con la Celentano di alcune dichiarazioni della maggioranza, ma ho soltanto manifestato le mie perplessità per una situazione che, ancora una volta, è stata scaricata sul personale», ha spiegato.

Alla domanda sull’eventuale sostegno della sua lista in consiglio, la risposta è stata: «Mi sento sostenuta dalla città». Quanto all’affermazione secondo cui oggi l’assessorato rappresenterebbe un presidio di legalità, Muzio ha ribadito: «Oggi questo assessorato è un presidio di legalità». Di fronte al confronto con il passato, invece, ha scelto di non commentare.