Si è tenuto oggi un incontro tra i segretari generali territoriali di CGIL, CISL e UIL di Latina, convocato anche su sollecitazione delle federazioni dei pensionati, per esaminare le principali criticità del sistema sanitario nella provincia pontina.
Al centro della riunione c’è stata la crescente preoccupazione per le difficoltà che cittadini, lavoratori, pensionati e famiglie affrontano ogni giorno nell’accesso ai servizi sanitari pubblici. Le organizzazioni sindacali hanno quindi condiviso la necessità di chiedere un incontro urgente alla direttrice generale della ASL di Latina, Sabrina Cenciarelli, così da avviare un confronto sui problemi ancora presenti sul territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione dei pronto soccorso, sottoposti a forti pressioni organizzative, con tempi di attesa elevati e difficoltà nella gestione dei flussi di pazienti. Resta altrettanto preoccupante il nodo delle liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, che può compromettere il diritto a ricevere cure tempestive, soprattutto per gli anziani e per le fasce economicamente più fragili.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre sottolineata l’esigenza di verificare l’effettiva operatività delle Case della Comunità già inaugurate sul territorio. Si tratta di strutture considerate un investimento importante per la sanità di prossimità, ma che non sembrano ancora aver prodotto gli effetti attesi nel ridurre la pressione sui pronto soccorso.
Tra le criticità evidenziate figura anche la carenza di personale medico e sanitario, che limita la capacità del sistema di assicurare prestazioni adeguate e continuità assistenziale.
CGIL, CISL e UIL, insieme a SPI CGIL, FNP CISL e UIL Pensionati, ritengono indispensabile un dialogo costruttivo con la Direzione generale della ASL, con l’obiettivo di definire soluzioni condivise, tempi certi e interventi concretamente verificabili.
«La sanità pubblica rappresenta un pilastro fondamentale della coesione sociale e non può lasciare indietro nessuno – dichiarano le organizzazioni sindacali – crediamo nel valore del dialogo, della partecipazione e della responsabilità condivisa. Non intendiamo limitarci alla denuncia delle criticità, ma vogliamo contribuire, attraverso un confronto serio con la ASL, alla costruzione di risposte concrete e durature.
Occorre rafforzare la medicina territoriale, valorizzare il personale sanitario e garantire tempi di accesso alle cure compatibili con i bisogni delle persone. Il diritto alla salute deve essere effettivamente esigibile per tutti i cittadini, indipendentemente dall’età o dal Comune di residenza. È su questi obiettivi che chiediamo un impegno concreto e condiviso».