Una partecipazione ampia e sentita ha accompagnato a Formia l’inaugurazione de Il Dado della Terra, l’opera promossa dal Comune in collaborazione con l’associazione omonima e l’Arcidiocesi di Gaeta. Alla cerimonia hanno preso parte studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, insegnanti, associazioni, autorità civili, militari e religiose e numerosi cittadini.
Il maltempo ha imposto lo svolgimento della prima parte dell’iniziativa all’Hotel Bajamar, dove si sono alternati interventi, testimonianze e performance degli studenti. La cerimonia è poi proseguita nella nuova Piazza Santo Janni, con lo svelamento del monumento da parte del sindaco Gianluca Taddeo e la benedizione impartita da don Alessio Valente, responsabile diocesano della Pastorale ambientale.
Tra gli ospiti anche John Mundell, ingegnere ambientale statunitense, fondatore e presidente della Mundell & Associates e già global director della Piattaforma delle iniziative Laudato si’. Arrivato dagli Stati Uniti, Mundell ha illustrato il significato e gli obiettivi del progetto. Presenti inoltre l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Luigia Bonelli, l’assessore alle Politiche Giovanili e alle Politiche Sociali Alessia Buco e la consigliera comunale Valentina Di Russo, insieme ai rappresentanti della Croce Rossa Comitato Sud Pontino Odv, della Protezione Civile Ver Sud Pontino e degli istituti scolastici coinvolti.
Un messaggio per la sostenibilità
Il Dado della Terra nasce come strumento motivazionale per spingere persone e comunità ad adottare comportamenti individuali e collettivi utili a mantenere il pianeta sano e sostenibile. Il progetto si ispira a EcoOne, iniziativa ecologico-culturale internazionale presente in oltre 180 Paesi e fondata sull’ideale di Chiara Lubich.
La fondatrice del Movimento dei Focolari invitava ciascuno, attraverso intelligenza, creatività e lavoro, a collaborare all’opera del Creatore, riconoscendo nella natura un patrimonio da proteggere e valorizzare. Il suo messaggio è richiamato anche dalla stele collocata davanti al monumento, che riporta una frase dedicata all’armonia della vita e ai colori della natura. Un riferimento al pensiero di Lubich e all’impegno del Movimento dei Focolari per l’unità tra i popoli e la fraternità universale.
Protagonisti della giornata sono stati soprattutto gli alunni delle scuole cittadine, coinvolti in letture, riflessioni, musica e performance artistiche. La loro presenza ha sottolineato la vocazione educativa dell’iniziativa e la volontà di rendere bambini e ragazzi parte attiva nei percorsi di sensibilizzazione ambientale.
Le parole del sindaco e dell’assessore
“Il Dado della Terra rappresenta un investimento culturale ed educativo per Formia e un messaggio di responsabilità rivolto alle nuove generazioni”, ha dichiarato il sindaco Gianluca Taddeo. La partecipazione degli studenti e dei cittadini, ha aggiunto, dimostra l’importanza di costruire una cultura ambientale condivisa, capace di tradursi in azioni concrete. La tutela del mare, del verde e del patrimonio naturale è una responsabilità comune.
Taddeo ha ricordato che Piazza Santo Janni era stata inaugurata lo scorso luglio durante la Festa della Bandiera Blu, riconoscimento ottenuto da Formia per il secondo anno consecutivo. “Con il Dado della Terra rafforziamo quel messaggio, collegando la valorizzazione del territorio all’educazione ambientale”, ha spiegato, citando anche i percorsi Eco-Schools, che coinvolgono diversi istituti in attività di certificazione ambientale, sostenibilità e riduzione dell’impatto ecologico.
Il sindaco ha inoltre richiamato Ambientiadi 2026, progetto di educazione ambientale promosso da Formia Rifiuti Zero con il sostegno del Comune, di ANCI e CONAI, che unisce sport e sana competizione a sostenibilità, riciclo e contrasto al degrado. A John Mundell è stata consegnata una targa celebrativa, a nome dell’Amministrazione e della città, per il suo impegno nella diffusione della cultura ambientale e nella tutela del pianeta.
“Auspichiamo che l’opera possa diventare un punto di riferimento per le scuole e per l’intera comunità”, ha concluso Taddeo, ribadendo la volontà di investire nelle nuove generazioni: proteggere la Terra significa costruire fin da oggi un futuro più consapevole e sostenibile.
Un ruolo determinante nella realizzazione dell’iniziativa è stato svolto dall’assessore Luigia Bonelli, che ha sostenuto il progetto valorizzandone la dimensione culturale e didattica. “Formia accoglie il Dado della Terra in una piazza dal grande valore paesaggistico, tra il mare, le montagne e il Cristo Redentore sul Monte Altino”, ha sottolineato.
Per Bonelli, l’opera conclude un percorso iniziato diversi anni fa e rappresenta soprattutto un’opportunità educativa. La scuola e le famiglie, ha spiegato, hanno un ruolo essenziale nello sviluppo della consapevolezza ambientale. I sei messaggi del Dado ricordano che tutto è connesso, che la natura è un dono e che ciascuno può contribuire con piccoli gesti quotidiani.
La partecipazione degli studenti, secondo l’assessore, è il segnale più importante: l’obiettivo è trasformare il monumento non in un punto di arrivo, ma in un nuovo punto di partenza per coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie in un percorso sulla sostenibilità. “La Terra è la nostra casa comune e, come ricorda l’ultimo messaggio del Dado, adesso è il momento di agire”, ha concluso.
Musica e protagonismo degli studenti
La mattinata all’Hotel Bajamar si è aperta con l’accoglienza musicale dell’orchestra del maestro Alessandro Parente e di Laerte Scotti, del progetto “Il respiro dell’anima”. Sono quindi seguiti gli interventi e le esibizioni degli studenti. I bambini dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” hanno sfilato con le bandierine preparate da loro, mentre il lancio simbolico del dado ha richiamato il messaggio “Il momento è adesso”, sottolineando il peso delle scelte quotidiane nella protezione del pianeta.
Durante l’incontro si è discusso della crisi climatica, del valore delle risorse naturali e dei comportamenti necessari per un futuro sostenibile. I bambini delle scuole dell’infanzia di Cassio, Vindicio e Castellone e gli alunni dell’IC “Dante Alighieri” hanno interpretato “Lo chiederemo agli alberi” di Simone Cristicchi.
Sono seguite le letture e le riflessioni degli studenti del Liceo Classico “Vitruvio Pollione”, il balletto delle classi quinte della primaria “Italo Calvino” dell’IC Mattej, sulle note di “Torn” e “Fino all’alba”, e la recitazione della “Filastrocca del Dado della Terra / The Earth’s Dice Rhyme” da parte delle classi quinte della primaria “De Amicis” dell’IC Vitruvio Pollione.
Alla manifestazione hanno contribuito anche i giovani del progetto “Coloriamo il nostro futuro”, dedicato alla tutela dell’ambiente e alla valorizzazione dei parchi. Sono intervenuti, tra gli altri, la professoressa Paola Bastoni, promotrice del progetto, Paloma Cabetas, delegata centrale del Centro internazionale del Movimento dei Focolari, e la professoressa Stefania Papa, coordinatrice internazionale di EcoOne.
La prima parte della cerimonia si è conclusa con l’esibizione di Laerte Scotti, che ha eseguito con l’organetto “Imagine” di John Lennon, brano simbolo di pace e fratellanza universale. Un momento coerente con lo spirito dell’iniziativa, fondato sul superamento di divisioni e individualismi per costruire una comunità più attenta alle persone e all’ambiente.
Terminati gli interventi all’Hotel Bajamar, i partecipanti hanno raggiunto Piazza Santo Janni. Alla presenza del sindaco e dei due mini sindaci degli istituti comprensivi “Dante Alighieri” e “Pasquale Mattej”, Gianluca Taddeo ha svelato il monumento. È seguita la benedizione di don Alessio Valente.
La realizzazione dell’opera
Il Dado della Terra porta in forma monumentale il progetto ideato da John Mundell, pensato come uno strumento concreto e partecipativo per favorire riflessioni e comportamenti rispettosi dell’ambiente. La progettazione è stata curata dall’architetto formiano Salvatore Ciccone.
Alla realizzazione hanno collaborato il fabbro Antonio Assaiante, autore della struttura in ferro realizzata nella sua officina di Itri; Antonello Filosa, del laboratorio di ceramica “La Meridiana” di Formia, per le illustrazioni sulle piastrelle; e il pittore Luca Pignatiello di Gaeta, responsabile delle finiture.
La struttura, in ferro rivestito di ceramica e sostenuta da un tripode di archi tubolari, misura circa tre metri di diametro e 2,30 metri di altezza. Sulle sei facce sono riportati messaggi dedicati alla natura, alla condivisione e al valore delle azioni quotidiane: “Siamo tutti connessi”, “Scopriamo la bellezza della natura”, “Ogni cosa è un dono”, “Sorridi al mondo”, “Consumiamo solo l’essenziale” e “Adesso è il momento di agire”.
L’iniziativa rientra in un più ampio percorso di educazione alla sostenibilità, destinato a proseguire con attività didattiche modulari per studenti, insegnanti e famiglie. L’obiettivo è fare del monumento non solo un’opera artistica, ma anche uno strumento permanente di sensibilizzazione, capace di promuovere riflessioni e comportamenti responsabili.
Con Il Dado della Terra, Formia arricchisce il proprio patrimonio artistico e culturale con un simbolo che unisce la bellezza del territorio all’educazione ambientale. Un invito rivolto a tutta la comunità a riconoscere il valore della Terra e a trasformare la consapevolezza in gesti concreti, ricordando che ogni cosa è un dono e che la cura del pianeta riguarda tutti.