I NUMERI DEL RAPPORTO

Ecomafia 2026, Lazio quinto per i reati ambientali

Rifiuti e abusivismo edilizio sono le principali emergenze: il Lazio è quarto in Italia per gli illeciti legati allo smaltimento.

Ecomafia 2026, Lazio quinto per i reati ambientali

Nel Lazio si registrano oltre sei ecoreati al giorno, uno ogni tre ore e mezza. La regione conferma così il quinto posto nella graduatoria nazionale dei crimini ambientali, alle spalle di Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. È quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, che nell’arco dell’anno rileva 2.358 illeciti, pari al 6,6% del totale italiano.

Il bilancio comprende più di 2.100 persone denunciate, 17 arresti e oltre cinquemila sanzioni amministrative. Sul fronte provinciale, Roma è la realtà più colpita: con 1.113 reati occupa il quarto posto nazionale. Seguono Latina, con 541 casi, Frosinone, Viterbo e Rieti.

A guidare l’elenco dei fenomeni più diffusi è lo smaltimento illecito dei rifiuti: con 859 reati, il Lazio è la quarta regione italiana per gravità del fenomeno, aggravato dallo storico dei roghi negli impianti. Al secondo posto figura il cemento selvaggio, con 461 abusi edilizi. Nel rapporto trovano spazio anche violazioni ai danni della fauna e del patrimonio culturale, oltre alle indagini per corruzione in ambito ambientale.

Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, lancia un appello per interventi immediati: “Servono politiche urgenti per fermare il cemento illegale ripartendo dagli abbattimenti, e occorre realizzare tutti gli impianti necessari al corretto smaltimento dei rifiuti. Solo così possiamo sperare di restituire ai cittadini un Lazio libero dalle ecomafie”.