La Corte d’assise della Gironda ha inflitto 15 anni di reclusione all’uomo ritenuto responsabile dell’aggressione ai danni di Jean-Luc Krautsieder. Il giovane, cresciuto a Latina, fu brutalmente picchiato a Langon, in Francia, nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 2019.
Le lesioni riportate lo lasciarono tetraplegico e in stato di minima coscienza per quattro anni. Jean-Luc è morto nel settembre 2023, a 37 anni, poche settimane prima del rientro in Italia che era stato programmato. I giudici francesi hanno trasformato l’accusa da tentato omicidio a omicidio, riconoscendo il nesso diretto tra il pestaggio e il decesso.
Alla pena detentiva si aggiungono 15 anni di sorveglianza socio-giudiziaria, con obbligo di lavorare e di seguire un percorso di sostegno psicologico. In caso di mancato rispetto delle prescrizioni, è prevista un’ulteriore pena di cinque anni di carcere.
Al processo hanno assistito la madre Lucia e la sorella Alessia, affiancate dall’organizzazione umanitaria Steadfast. La famiglia e l’associazione hanno accolto con sollievo una decisione ritenuta capace di riaffermare il valore irrinunciabile della dignità umana.
Anche Latina ha condiviso il dolore dei familiari e ha scelto di dedicare a Jean-Luc l’ex parco cittadino Evergreen.