Il dietrofront

Stadio Francioni, rinuncia l’ATI dopo il “bando ponte”

L’ATI Atletico Pontinia-HSS Consulting rinuncia dopo l’aggiudicazione del bando ponte e contesta il clima politico e mediatico creatosi sulla vicenda.

Stadio Francioni, rinuncia l’ATI dopo il “bando ponte”

L’ATI formata da ASD Atletico Pontinia e HSS Consulting, unico soggetto ad aver presentato un’offerta per la gestione dello stadio Francioni e del centro sportivo Bondioli, ha deciso di rinunciare dopo l’aggiudicazione del cosiddetto “bando ponte”.

La società era stata in precedenza esclusa dal bando ventennale per una presunta carenza documentale. Il passo indietro è stato formalizzato attraverso una nota, nella quale l’ATI spiega di aver assunto la decisione “con grande dispiacere”, dopo aver valutato il clima mediatico, politico e ambientale sviluppatosi nelle ultime settimane.

Nel comunicato, Atletico Pontinia e HSS Consulting ribadiscono che l’obiettivo era proporre un progetto serio e ambizioso, nel rispetto delle procedure e delle decisioni delle istituzioni. La partecipazione, sottolineano, è avvenuta nell’ambito di una procedura pubblica, senza richieste di favoritismi o corsie preferenziali, ma con la sola aspettativa che le regole fossero applicate nello stesso modo a tutti.

L’ATI afferma di aver faticato a comprendere i toni e le dimensioni del dibattito sviluppatosi attorno alla propria partecipazione. Nel comunicato viene inoltre evidenziato come siano stati pochi i rappresentanti politici intervenuti pubblicamente per ricondurre la vicenda ai suoi aspetti essenziali: regole, procedure e rispetto degli atti amministrativi. Viene citato il comportamento di un esponente politico che, pur sottoposto a critiche e pressioni, avrebbe continuato a svolgere il proprio ruolo senza farsi condizionare dal clamore mediatico e ambientale.

“Non chiedevamo che qualcuno difendesse Atletico Pontinia, ma che fossero difese le regole”, si legge ancora nella nota. L’ATI manifesta quindi il proprio disagio per la posizione assunta, in particolare, da Latina Bene Comune. Secondo i firmatari, gli interventi pubblici e il clima politico creatosi avrebbero contribuito alla decisione di fare un passo indietro, anche per la percezione di una difesa molto netta dell’assetto attuale.

Per l’ATI, invece, il tema centrale dovrebbe essere una verifica rigorosa e uniforme di tutte le condizioni relative alla gestione e all’utilizzo dei beni pubblici. Senza formulare accuse né sostituirsi agli organi competenti, i promotori ritengono necessario fare chiarezza sulla gestione degli impianti, compresi quelli di Cisternae e Fiuggi, da parte del Latina Calcio, chiedendo trasparenza anche sull’eventuale consistenza di posizioni debitorie della società nei confronti del Comune di Latina.

Il progetto non puntava soltanto a ottenere uno spazio per giocare o allenarsi. In presenza di tutte le necessarie condizioni amministrative, l’intenzione era sviluppare una gestione complessiva dell’impianto, dalla programmazione sportiva all’organizzazione, dalla manutenzione alla cura degli spazi e dei servizi, fino alle attività giovanili e alla valorizzazione della struttura.

L’obiettivo dichiarato era trasformare lo stadio in un punto di riferimento sportivo per il territorio, collegando strettamente il progetto sportivo a quello gestionale. Tuttavia, secondo l’ATI, il clima creatosi non consente di affrontare il percorso con la serenità necessaria. La rinuncia viene definita una scelta temporanea: “per adesso”, precisa la nota, sottolineando che non rappresenta la fine del progetto di Atletico Pontinia.

La società annuncia che continuerà a lavorare, programmare e investire nelle proprie idee, riservandosi di rivalutare la situazione sulla base dei fatti e delle decisioni future. La posizione conclusiva è sintetizzata nella richiesta di regole chiare, trasparenza e uniformità di trattamento: il Comune e i suoi beni, afferma l’ATI, appartengono alla collettività e non a una sola parte politica.