Allarme incendi

Incendi sugli Aurunci, le associazioni chiedono prevenzione

Chiesto il ripristino del Fuoco Prescritto e un piano condiviso per prevenire i roghi sulle montagne del Sud Pontino.

Incendi sugli Aurunci, le associazioni chiedono prevenzione

Sugli incendi che negli ultimi mesi hanno colpito le aree collinari e montane del Sud Pontino intervengono le associazioni Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine e Incontri & Confronti.

Pur rilevando che buona parte del versante marittimo collinare e montano degli Aurunci è stata risparmiata, le associazioni evidenziano la gravità dei roghi che hanno interessato Piroli-Costamezza, Castellonorato, il Redentore e il canalone che da Bocca di Rivo, frazione di Trivio a Formia, scende verso valle. Un ulteriore incendio ha colpito proprio Castellonorato nella giornata odierna.

Per le associazioni si tratta di una questione ambientale di assoluto rilievo. In un contesto segnato dai cambiamenti climatici, con il surriscaldamento delle acque marine e temperature sempre più elevate dei terreni, il ricorso agli incendi per rinnovare i pascoli è considerato una pratica pericolosa, capace di danneggiare gli allevamenti bradi e aggravare il dissesto idrogeologico.

Non è più possibile lasciare la montagna esposta a queste dinamiche, sostengono le associazioni, che chiedono un’azione condivisa tra Comuni, Regione, Ente Parco, allevatori e tutti coloro che vivono e lavorano nelle aree montane. L’obiettivo è affrontare l’adattamento ai cambiamenti climatici evitando conseguenze ancora più gravi e rischiose.

Resta inoltre senza attuazione il Piano Antincendi Boschivi 2021-2025, elaborato dalla società D.R.E.AM. per il Parco degli Aurunci. Si tratta, secondo le associazioni, di uno studio dettagliato e completo che non ha mai ricevuto finanziamenti. Analoga situazione riguarda i Piani di Gestione e di Assetto Forestale: quello di Formia, costato 60 mila euro, è scaduto e non è mai stato realizzato.

La norma sul Fuoco Prescritto, inserita nell’ordinamento regionale nel 2022 anche grazie all’interessamento dell’associazione, è stata revocata dalla Regione nel novembre 2025 dopo una segnalazione del Ministero della Difesa. Per questo motivo è stata inviata una richiesta dettagliata di ripristino al Presidente della Regione, ai consiglieri Mitrano e La Penna, all’assessora Palazzo e ai sindaci del Sud Pontino.

Nel frattempo, il consigliere Salvatore La Penna ha presentato una mozione per il reintegro della pratica, ritenuta insieme ad altre iniziative uno strumento utile per prevenire e contrastare gli incendi.

Le associazioni denunciano anche l’assenza di investimenti per la prevenzione: dalle fasce antincendio agli invasi, passando per il Fuoco Prescritto, la revisione dei regolamenti delle fide e gli incentivi destinati a premiare l’assenza di incendi. Per le attività di spegnimento, invece, la Regione Lazio destina ogni anno 8 milioni di euro del proprio bilancio. Un’ora di volo operativo di un Canadair costa circa 15 mila euro.

Nei prossimi giorni sono previste alcune audizioni in commissione regionale. Sarà quella l’occasione, spiegano le associazioni, per tornare a chiedere risorse e interventi coordinati con i Comuni e con tutti gli operatori della montagna, ribadendo che nessuna attività può trasferire i propri costi sui beni essenziali e comuni della collettività.