La Riviera di Ulisse conferma il proprio straordinario valore naturalistico attraverso le tracce lasciate sulla sabbia dalle tartarughe marine. La stagione 2026 della nidificazione sta assumendo dimensioni particolarmente rilevanti.
Il fenomeno della Caretta caretta è in crescita lungo le coste italiane e mediterranee, ma il dato registrato sulla Riviera di Ulisse appare ancora più significativo: negli ultimi dieci anni non era mai stata rilevata una presenza di nidi così meridionale lungo il litorale laziale.
Un risultato che rafforza l’importanza del monitoraggio condotto dalla Rete TartaLazio insieme al Servizio Naturalistico del Parco Regionale Riviera di Ulisse.
Sulla spiaggia dell’Ariana, a Gaeta, si è già verificata la schiusa di un nido censito, mentre a Sperlonga si resta in attesa. L’episodio più particolare dell’estate arriva però da Formia.
Nell’area di Gianola-Santo Janni, nei pressi del Lido Tortuga, la presenza di un nido è stata accertata soltanto dopo la schiusa. Nella notte tra il 9 e il 10 agosto alcuni ragazzi hanno visto le tartarughine raggiungere il mare e hanno segnalato quanto stava accadendo.
Grazie all’intervento degli esperti della Rete TartaLazio è stato possibile individuare il punto di uscita delle neonate e confermare l’esistenza di un nido che non era stato rilevato in precedenza. Si tratta del 13° nido individuato nel Lazio durante questa stagione.
La vicenda sottolinea il valore della collaborazione tra cittadini, operatori, associazioni e istituzioni. Senza la segnalazione effettuata durante la notte, infatti, il nido sarebbe probabilmente rimasto sconosciuto.
Il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli, definisce la stagione motivo di emozione e responsabilità. La presenza delle tartarughe, osserva, non rappresenta soltanto una buona notizia, ma anche un indicatore della qualità degli ecosistemi costieri. Il record di meridionalità dei nidi rispetto all’ultimo decennio conferma il valore del patrimonio naturale da proteggere.
Giovanchelli considera particolarmente significativo il caso di Formia, perché dimostra come la natura possa sorprendere anche nelle aree più frequentate. La scelta della zona di Gianola-Santo Janni per la deposizione e la scoperta del nido soltanto al momento della partenza delle piccole richiama l’importanza di osservare, segnalare e rispettare ciò che accade sulle spiagge.
Sul ritrovamento è intervenuto anche il sindaco di Formia, Gianluca Taddeo, secondo il quale la presenza della Caretta caretta costituisce un motivo di orgoglio, ma anche una responsabilità per la città. Il primo cittadino ha ricordato il percorso avviato dall’amministrazione per la tutela del mare, la sostenibilità e la valorizzazione del litorale, indicando nelle tartarughe un segnale della qualità ambientale del territorio.
Taddeo ha definito la scoperta di Gianola-Santo Janni la conferma del valore naturale del mare e della costa formiana. Da qui, ha sottolineato, nasce l’impegno a proteggere le spiagge e a rendere Formia sempre più sostenibile, conciliando turismo, qualità delle acque e salvaguardia dell’ecosistema.
Anche l’assessore all’Ambiente Francesca Di Rocco ha evidenziato il ruolo decisivo della collaborazione tra enti, operatori e cittadini. Il fatto che il nido sia stato individuato solo dopo la schiusa dimostra quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione su tutto il litorale, soprattutto nel periodo estivo.
Per Di Rocco, la segnalazione dei ragazzi che hanno assistito alla nascita delle tartarughine dimostra quanto la partecipazione individuale possa contribuire alla tutela del patrimonio naturale. L’amministrazione continuerà quindi a sostenere monitoraggio, sensibilizzazione e protezione della costa, considerati fondamentali per il futuro ambientale di Formia.
Per il Parco, il Comune di Formia e gli altri enti del territorio, la stagione impone di proseguire gli investimenti nel controllo delle aree, nella tutela dei nidi e nella sensibilizzazione di residenti e visitatori.
Ogni impronta sulla sabbia racconta un percorso cominciato lontano dalla costa, mentre ogni tartaruga che arriva al mare rappresenta un risultato importante per la conservazione. In caso di avvistamento di tracce o di una tartaruga intenta a risalire la spiaggia, l’invito è a contattare il 1530.
L’attenzione si sposta ora sui giorni successivi a Ferragosto, quando sarà effettuato lo scavo del nido. L’operazione servirà a verificarne le condizioni, accertare l’eventuale presenza di altre tartarughe vive rimaste nell’area e stabilire il numero delle uova schiuse.