La vicenda

Sperlonga, il Comune chiede un milione al carabiniere di Bazzano

L’interrogazione dell’onorevole Stefania Ascari porta in Parlamento la disputa sull’area di Bazzano e sulla richiesta risarcitoria del Comune.

Sperlonga, il Comune chiede un milione al carabiniere di Bazzano

La vicenda che riguarda l’area di Bazzano, a Sperlonga, supera i confini della cronaca locale e arriva in Parlamento. Il caso è stato sollevato dal Comitato Argine e portato all’attenzione delle istituzioni attraverso un’interrogazione presentata dall’onorevole Stefania Ascari.

Il Comune di Sperlonga ha promosso un accertamento tecnico preventivo finalizzato a ottenere un risarcimento superiore a un milione di euro. La richiesta è stata indirizzata anche nei confronti del Brigadiere Capo Stefano Giulivo, del NIPAAF, l’operatore che, secondo quanto riferito, si è occupato degli interventi sull’area.

L’amministrazione comunale motiva la pretesa con presunti danni derivanti dai mancati introiti dei parcheggi e da finanziamenti regionali che non sarebbero stati erogati. Il Comitato Argine contesta però questa ricostruzione, sottolineando che l’area, anche dopo essere tornata nella piena disponibilità dell’ente, per anni non sarebbe stata utilizzata come parcheggio.

Secondo il Comitato, l’unica condotta contestabile al militare sarebbe quella di aver svolto i propri compiti di polizia giudiziaria, eseguendo i provvedimenti di sequestro, dissequestro e rettifica formalmente delegati dalla magistratura nell’ambito della complessa vicenda urbanistica di Bazzano.

L’organismo civico, precisando di non avere competenze tecniche o giuridiche specifiche, chiede risposte alla cittadinanza, all’Arma dei Carabinieri, ai Corpi dello Stato, all’Avvocatura dello Stato e alla Commissione parlamentare antimafia. L’obiettivo è verificare l’eventuale presenza di condizionamenti o dinamiche opache nei procedimenti amministrativi e giudiziari.

Il Comitato si rivolge in particolare al prefetto di Latina, chiedendo quale sia la sua valutazione sull’azione intrapresa nei confronti di un operatore dello Stato e per quale motivo non sia stata ancora inviata una commissione di accesso al Comune di Sperlonga per esaminare la gestione dell’amministrazione locale.

L’interrogazione parlamentare solleva inoltre dubbi sulla trasparenza e su possibili conflitti di interesse legati alla difesa dell’ente. Viene chiesto di accertare eventuali rapporti, diretti o indiretti, tra i legali incaricati dal Comune, i soggetti che in passato hanno approvato i piani integrati e i proprietari di immobili situati nelle aree interessate dalle indagini.

Il Comitato Argine ritiene necessario l’intervento dell’Avvocatura dello Stato a tutela dei servitori delle istituzioni e dei ministeri competenti per garantire la serenità operativa delle forze dell’ordine. Sollecitato anche il coinvolgimento della Procura regionale della Corte dei Conti, per verificare l’eventuale esistenza di un danno erariale connesso all’impiego di risorse pubbliche in azioni risarcitorie fondate, secondo il Comitato, su danni mai verificatisi.

Il Comitato Argine annuncia infine che continuerà a rappresentare le istanze dei cittadini e a sostenere le iniziative a difesa della legalità, chiedendo trasparenza, risposte e tutela per chi opera sul territorio.