“Su Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo noi non ci fermiamo”. È il messaggio lanciato dall’Associazione Vittorio Iacovacci, dagli Amici di Luca Attanasio e da Prospettiva 2023 dopo la richiesta di archiviazione presentata il 4 settembre dalla Procura di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco.
La richiesta riguarda il secondo filone d’indagine e, secondo le associazioni, rischia ancora una volta di interrompere ogni possibile accertamento sui mandanti dell’agguato avvenuto in Congo il 21 febbraio 2021. Nell’attacco persero la vita l’ambasciatore Luca Attanasio, l’autista Mustapha Milambo e il carabiniere di Sonnino Vittorio Iacovacci.
Le organizzazioni chiedono ora un intervento della politica. Da dieci mesi, infatti, nei due rami del Parlamento sono fermi altrettanti progetti di legge per istituire una commissione d’inchiesta, presentati con primi firmatari l’onorevole Chiara Gadda e il senatore Marco Lombardo, senza che i provvedimenti siano stati inseriti nei calendari delle rispettive Camere.
Per i firmatari della nota, una commissione dotata dei poteri d’indagine della magistratura consentirebbe alla politica di assumere finalmente un ruolo di responsabilità, che in questa vicenda non avrebbe sempre dimostrato di avere.
“La mancata costituzione di parte civile del Governo italiano e l’assenza di risposte alle numerose interrogazioni parlamentari hanno delineato un quadro di ulteriore incertezza, senza contribuire alla ricerca della verità”, sottolineano le associazioni.
Una risposta della politica è attesa non soltanto dai familiari delle vittime, ma anche dalle numerose amministrazioni locali che hanno intitolato strade, luoghi pubblici e sedi istituzionali alle persone uccise nell’agguato del 22 febbraio 2021 in Congo.
La richiesta arriva inoltre dalle associazioni della società civile impegnate in questi anni nella ricerca della verità e nella tutela della memoria di uomini morti nell’adempimento del proprio dovere, oltre che dai cittadini italiani che da tempo rivendicano il diritto alla verità.