La decisione della FEE di revocare la Bandiera Blu a Sabaudia ha scatenato la reazione dell’opposizione, che chiede le dimissioni del sindaco Alberto Mosca. La città vive un momento critico, descritto come l’umiliazione più grande della sua storia turistica recente.
Oggi, il Presidente della FEE Italia, dott. Claudio P. Mazza, ha ufficialmente comunicato la sospensione del prestigioso riconoscimento, un duro colpo che interrompe un periodo di venticinque anni di eccellenza per la comunità. Le motivazioni della FEE evidenziano gravi inadempienze da parte dell’amministrazione, in particolare l’assenza di assistenza bagnanti sulle spiagge libere Bandiera Blu, un requisito fondamentale per la sicurezza dei bagnanti.
È emerso che l’amministrazione ha violato l’Ordinanza di Sicurezza Balneare dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, cercando di eludere le responsabilità con cartelli informativi, considerati insufficienti dalla FEE. Questa situazione rappresenta una grave non conformità che mette a rischio la salute pubblica.
La giunta Mosca ha così perso la Bandiera Blu, incapace di garantire il servizio di salvataggio sulle spiagge. Sebbene ci sia una carenza di personale, l’opposizione ha già evidenziato in consiglio comunale che le procedure sono state avviate con colpevole ritardo. Questo non è solo un danno d’immagine, ma un disastro economico e sociale che ricadrà su operatori turistici, commercianti e cittadini.
Sabaudia è ora vista a livello nazionale come una località balneare non sicura, e l’opposizione non tollera più i rimpalli di responsabilità del sindaco. La perdita della Bandiera Blu segna la fine dell’era della giunta Mosca. I gruppi consiliari di minoranza, uniti per il bene della città, chiedono le dimissioni immediate del sindaco, ritenendo che chi danneggia così gravemente la propria comunità non possa più governarla. Mosca deve riconoscere la situazione, scusarsi con la città e liberarla dal commissariamento politico.