Tra la seconda metà di agosto e settembre, quando dagli orti arrivano i pomodori maturi, in molte case di Priverno torna l’appuntamento con la passata fatta in casa.
La giornata comincia presto: nei cortili si allestiscono tavoli lunghi, si preparano i pentoloni e si svuotano le cassette colme di pomodori. Gli ortaggi vengono lavati, bolliti e poi passati nella macchina apposita.
Uno dopo l’altro, i barattoli vengono riempiti con l’aggiunta di una foglia di basilico e di un pizzico di aromi. Infine, i contenitori vengono sistemati nei fusti e lasciati bollire lentamente.
Quello della conserva, però, non è soltanto un lavoro da portare a termine. È soprattutto un’occasione di incontro per la famiglia: i nonni trasmettono la loro esperienza, i genitori coordinano le diverse fasi e figli e nipoti imparano a usare il passa pomodoro e a chiudere i vasetti.
In questo rito si tramanda molto più di una ricetta: passa di generazione in generazione un modo di stare insieme, di collaborare e di custodire un sapere che rischierebbe altrimenti di andare perduto. La tradizione continua così a vivere grazie a nuove mani pronte a raccoglierla.
Al termine della faticosa mattinata, tutti si ritrovano intorno alla tavola per festeggiare e assaporare, come un tempo, le salsicce allo spiedo e la pasta asciutta condita con la nuova e saporita conserva.