Lbc respinge le accuse rivolte dalla sindaca Celentano all’ex primo cittadino Damiano Coletta e alla precedente amministrazione sulla vicenda Tia e Latina Ambiente. La posizione è stata espressa dalla segretaria Elettra Ortu La Barbera e dai consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, dopo la messa in mora del Comune per 41 milioni di euro da parte della società.
Secondo il movimento, chi ha contribuito a creare il problema starebbe ora tentando di attribuirne la responsabilità ad altri. Lbc chiede quindi di ricostruire la vicenda attraverso atti e documenti, chiarendo quali soggetti abbiano assunto le decisioni e sulla base di quali elementi. Nel mirino finiscono anche alcune nomine considerate inopportune e caratterizzate, secondo il gruppo, da possibili conflitti di interesse nei confronti di Latina Ambiente.
Tra i casi citati c’è quello del dottor Palmerini, curatore della società e scelto dall’amministrazione Celentano come presidente di Abc. Lbc sottolinea inoltre la transazione da 6 milioni di euro approvata nel 2023 su proposta dell’assessora Nasti, che aveva dichiarato pubblicamente come, dopo il pagamento, non fosse più dovuto nulla. Il movimento richiama anche il ruolo di Zaccheo, indicato come diretto responsabile della vicenda e oggi presidente della Fondazione Centenario.
Lbc difende l’operato della giunta Coletta, sostenendo che l’amministrazione si sia attenuta alle relazioni tecniche e alla documentazione prodotta dagli uffici. Dopo le decisioni del tribunale che hanno dichiarato il fallimento di Latina Ambiente, aggiunge il movimento, non ci sarebbero stati margini per conciliazioni politiche. Il fallimento sarebbe arrivato sulla base di situazioni documentate e di esiti giudiziari, dopo anche un anno di commissariamento durante il quale non era stata raggiunta alcuna intesa.
La ricostruzione proposta da Lbc parte dal 2009, quando l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Zaccheo affidò a Latina Ambiente la riscossione della Tia. In seguito, l’amministrazione dell’ex sindaco Di Giorgi e il commissariamento non avrebbero riconosciuto quei crediti. Una successiva sentenza avrebbe definito la società decotta.
Il movimento evidenzia infine le variazioni nelle cifre indicate nel corso degli anni: circa 13,97 milioni nel 2014, 3 milioni nel 2024 con la ripresa del tavolo tecnico sulla Tia da parte dell’amministrazione Celentano e, nel 2026, persino l’ipotesi di un credito del Comune. A fronte di queste ricostruzioni, la Curatela avrebbe poi presentato una richiesta di 41 milioni di euro.
Lbc contesta alla sindaca Celentano precise responsabilità, tra cui la presenza nell’organico di persone considerate in conflitto di interessi, l’approvazione della transazione da 6 milioni e la gestione dei tavoli tecnici riattivati dalla giunta. Il movimento chiede inoltre spiegazioni sul passaggio da un debito limitato o da un credito comunale alla richiesta da 41 milioni, lamentando il mancato coinvolgimento del consiglio comunale e citando anche le divisioni nella maggioranza, con la posizione di Noi Moderati.