La preoccupazione per il contagio da West Nile torna a farsi sentire a Latina. Dopo il focolaio dello scorso anno, è stato registrato il primo caso di questa estate nella provincia, come riportato dall’Agenzia Nova. Un giovane è attualmente ricoverato presso l’ospedale Santa Maria Goretti, nel reparto di Malattie infettive, e le sue condizioni cliniche sono buone, secondo quanto comunicato dall’Asl.
Il virus si trasmette tramite la puntura di zanzare infette e non è contagioso da persona a persona. Il periodo di incubazione, che inizia dal momento della puntura, può variare da 2 a 14 giorni, estendendosi fino a 21 giorni per chi ha un sistema immunitario compromesso. La maggior parte delle persone infette non presenta sintomi, ma tra i casi sintomatici, circa il 20% manifesta sintomi lievi come febbre, mal di testa, nausea e sfoghi cutanei.
I sintomi possono durare da pochi giorni a qualche settimana e variano in base all’età. Nei bambini si osserva frequentemente una febbre leggera, mentre nei giovani si registrano febbre alta, arrossamento degli occhi e dolori muscolari. Negli anziani e in chi ha già problemi di salute, i sintomi possono risultare più gravi. In meno dell’1% dei casi, si possono manifestare sintomi severi come febbre alta, debolezza muscolare e, nei casi più estremi, encefalite letale.
La diagnosi avviene tramite test di laboratorio e, al momento, non esiste un vaccino contro la febbre West Nile. È quindi fondamentale proteggersi dalle punture di zanzara e prevenire la loro proliferazione. Nella maggior parte dei casi, i sintomi si risolvono spontaneamente, ma nei casi più gravi è necessario il ricovero ospedaliero.