In un’estate caratterizzata da temperature elevate e crescente siccità, l’emergenza idrica si fa sempre più grave. Secondo un rapporto della CGIA di Mestre, il nostro Paese disperde il 42% dell’acqua potabile a causa di una rete di distribuzione inadeguata. Questo comporta una perdita media di 157 litri d’acqua per ogni cittadino italiano ogni giorno, con un impatto economico annuale che si avvicina ai 10 miliardi di euro.
Nel 2023, il prelievo idrico totale in Italia ha raggiunto i 36,5 miliardi di metri cubi, rendendo l’Italia la nazione più “idroesigente” d’Europa, seguita da Spagna e Francia. A livello regionale, la Basilicata presenta la situazione più critica, mentre il Lazio si posiziona al nono posto con perdite del 46,2% dell’acqua immessa in rete.
Tra le città laziali, Latina si distingue per le sue elevate perdite, collocandosi al quarto posto a livello nazionale. Qui, solo il 32,3% dell’acqua immessa nei rubinetti delle abitazioni arriva effettivamente ai cittadini, con una perdita di 350 litri su 517 litri pro-capite al giorno. Al ventesimo posto si trova Frosinone, con perdite del 55,1%, seguita da Rieti e Viterbo con rispettivamente il 46,9% e il 40,6% di dispersione. Roma, infine, si colloca al settantunesimo posto con il 27,9% di perdite.
Il costo totale della dispersione idrica in Italia è stimato in 9,8 miliardi di euro, con il Lazio che registra le perdite economiche più elevate, pari a 1,5 miliardi. La CGIA lancia un appello per un piano infrastrutturale serio e investimenti urgenti, sottolineando l’importanza di non sprecare una risorsa così preziosa in un contesto di cambiamento climatico.