LA NOTA

La sindaca Celentano: le carceri devono rieducare, non punire

La sindaca Celentano sottolinea l'importanza della rieducazione nelle carceri.

La sindaca Celentano: le carceri devono rieducare, non punire

Le carceri devono essere considerate come luoghi di rieducazione e non solo di detenzione. Questo è il messaggio principale emerso dall’incontro “Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane”, che si è svolto oggi nella Sala Cambellotti della Provincia di Latina, nell’ambito della giornata nazionale di mobilitazione dell’Alleanza per l’Articolo 27 della Costituzione. A dare il via ai lavori è stata la sindaca di Latina, Matilde Celentano, che ha sottolineato l’importanza della funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione.

Nel suo intervento, Celentano ha affermato: “Essere qui oggi ha un significato profondo, poiché la nostra comunità sostiene con convinzione questa giornata. L’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non devono consistere in trattamenti inumani e devono mirare alla rieducazione del condannato. È un dovere morale e civile che coinvolge tutte le istituzioni.”

La sindaca ha evidenziato come il grado di civiltà di un Paese si misuri anche attraverso le condizioni delle sue carceri e la capacità di offrire a chi ha commesso errori un percorso concreto di reinserimento sociale. Ha inoltre rivolto un saluto speciale a Suor Emma Zordan, recentemente insignita dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il suo impegno a favore dei detenuti nel carcere di Rebibbia.

Celentano ha dichiarato: “A Suor Emma va un abbraccio speciale. Il suo esempio dimostra quanto il volontariato possa migliorare le condizioni di vita dei detenuti e accompagnarli verso un reale reinserimento.” La sindaca ha poi ricordato l’impegno dell’amministrazione comunale nei confronti della Casa circondariale di Latina, sottolineando le iniziative avviate per facilitare l’accesso ai servizi essenziali.

“Il carcere non deve essere un mondo isolato e dimenticato. Deve far parte della nostra comunità. Per questo partecipiamo attivamente alle iniziative all’interno della Casa circondariale e abbiamo attivato un servizio settimanale di anagrafe e stato civile direttamente nel carcere, per facilitare l’ottenimento di documenti fondamentali come la carta d’identità ai detenuti,” ha aggiunto.

Durante l’incontro, è stato anche messo in luce il lavoro del volontariato penitenziario e i progetti realizzati in collaborazione con l’Università La Sapienza, considerati esempi concreti di inclusione e recupero sociale. Secondo la sindaca, investire nella rieducazione significa anche garantire maggiore sicurezza per il territorio. “La sicurezza delle nostre città non si ottiene solo con il rigore, ma prevenendo la recidiva e offrendo reali opportunità di cambiamento. Quando una persona esce dal carcere pronta a contribuire positivamente alla società, vincono la giustizia, lo Stato e l’intera comunità,” ha concluso.

Infine, Celentano ha ribadito l’importanza di una collaborazione stabile tra istituzioni, magistratura, università, associazioni e comunità ecclesiale per attuare pienamente i principi dell’articolo 27 della Costituzione. “Latina continuerà a impegnarsi affinché la pena non sia mai una negazione della speranza, ma un’opportunità di riscatto e dignità,” ha affermato.