Questa mattina, i lavoratori della Csc hanno manifestato a Latina davanti al deposito della società che gestisce il trasporto pubblico locale. La mobilitazione è stata indetta a seguito dell’apertura della procedura di mobilità per 11 dipendenti, come annunciato dall’azienda. Secondo il segretario aggiunto della Faisa Cisal di Latina, Francesco Ceci, la protesta ha anche messo in evidenza le precarie condizioni dei bus, molti dei quali necessitano di interventi di messa in sicurezza.
L’Amministrazione Comunale ha emesso una diffida nei confronti della società affidataria del servizio di trasporto pubblico, chiedendo il ripristino immediato del servizio e contestando una grave inadempienza contrattuale. È stata richiesta anche l’attivazione della Prefettura di Latina per affrontare la situazione. “La società ha comunicato all’utenza, questa mattina, di un improvviso stato di agitazione del personale viaggiante, causando interruzioni nel servizio”, si legge nella diffida.
Il Comune ha sottolineato che le problematiche interne al concessionario non possono giustificare l’interruzione di un servizio pubblico essenziale, come stabilito dalla Legge n.146/1990 e dal D.Lgs. n.422/1997. “La continuità del servizio è un obbligo essenziale per l’affidatario”, ha dichiarato l’assessore ai Trasporti, Gianluca Di Cocco, evidenziando che i cittadini non possono subire le conseguenze di problemi gestionali del fornitore.
Il Comune ha già coinvolto tutte le autorità competenti per garantire che vengano effettuate le necessarie verifiche e ha avvertito che non ci sarà tolleranza verso chi non rispetta gli impegni contrattuali. “Siamo determinati a ripristinare la regolarità del servizio di trasporto pubblico che Latina merita”, ha concluso Di Cocco, ribadendo che le responsabilità devono essere assunte da chi di dovere.