Due tragici incidenti sul lavoro hanno portato alla morte di un uomo di 64 anni e di un altro di 54 anni, con il sospetto che il caldo intenso possa essere stato un fattore determinante. La Procura ha avviato un’inchiesta per verificare il rispetto delle normative di sicurezza in relazione alle condizioni climatiche estreme.
In questo contesto, è stata emessa un’ordinanza regionale che vieta le attività lavorative in condizioni di prolungata esposizione al sole dalle ore 12:30 alle 16:00 nei giorni contrassegnati come a rischio elevato, noti come giorni da bollino rosso. Questa misura rimarrà in vigore fino al 15 settembre 2026, ma l’attuale ondata di caldo estremo, simile a quelle degli anni precedenti, dimostra che le condizioni meteorologiche non seguono più il calendario tradizionale.
Le due morti sono avvenute in diversi luoghi: un cantiere edile in viale Paganini nel Quartiere Q5 di Latina e in via Macchia Grande a Borgo Santa Maria, dove si stava realizzando un impianto fotovoltaico. I sindacati hanno espresso forti critiche, sottolineando che l’accordo deve essere attuato e non rimanere solo sulla carta. “Le imprese, le istituzioni e gli organi di vigilanza devono garantire il rispetto totale di queste norme. È necessario fermare le attività durante le ore più calde. È inaccettabile continuare a mettere a rischio la vita dei lavoratori”, ha affermato Roberto Cecere, segretario della CISL di Latina. Anche Giuseppe Massafra, Segretario Generale della CGIL Frosinone Latina, ha denunciato la situazione: “Non possiamo continuare a sfruttare i lavoratori senza alcuna pietà, specialmente quando le temperature raggiungono livelli insostenibili per il lavoro”.