Sicurezza e futuro

Caffè Poeta, tre furti in quattro mesi: lo sfogo di Targa

Luca Targa racconta i tre furti al Caffè Poeta e chiede un confronto sul futuro di Piazza del Popolo e del centro di Latina.

Caffè Poeta, tre furti in quattro mesi: lo sfogo di Targa

Luca Targa, cittadino e imprenditore di Latina, racconta la difficile esperienza vissuta dopo aver rilanciato ad aprile il Caffè Poeta Bistrot Letterario, storico locale del centro inaugurato davanti a centinaia di persone desiderose di tornare a vivere la città e il suo centro storico.

Da allora l’attività ha subito tre furti con scasso, due dei quali negli ultimi venti giorni. L’ultimo episodio si è verificato nella notte tra il 25 e il 26 agosto. Targa parte da questa situazione per rivolgere un appello alle istituzioni e all’intera comunità di Latina, sottolineando il contrasto tra una città che vuole riappropriarsi del centro e un’attività colpita più volte senza strumenti adeguati per difendersi.

Al centro della riflessione c’è anche Piazza del Popolo, inserita in un’isola pedonale. Secondo Targa, però, non basta impedire l’accesso alle automobili per definire davvero pedonale uno spazio pubblico: una piazza dovrebbe invitare le persone a fermarsi, offrendo sedute, ombra, servizi essenziali, verde, occasioni di incontro, cultura e socialità.

Oggi, osserva l’imprenditore, la piazza non dispone di un numero sufficiente di panchine né di adeguate zone d’ombra e presenta pochi servizi capaci di rendere piacevole la permanenza. Allo stesso tempo, alle attività vengono imposte limitazioni significative nell’organizzazione di piccoli appuntamenti musicali, teatrali e culturali. Il rischio, quindi, è di aver sottratto lo spazio alle auto senza averlo ancora restituito pienamente alle persone.

Il Caffè Poeta è stato pensato come un bistrot letterario, capace di unire ristorazione, libri, conversazioni, presentazioni, incontri, musica e cultura. Targa precisa di non voler trasformare la piazza in un luogo rumoroso né compromettere la tranquillità dei residenti. La richiesta è piuttosto quella di regole chiare ed equilibrate, che consentano eventi culturali di piccole dimensioni, presentazioni di libri e musica acustica o dal vivo in orari compatibili con il rispetto della quiete pubblica.

Una musica dal vivo regolata con buon senso, sostiene, non deve necessariamente essere considerata un disturbo: può diventare cultura, aggregazione, attrattività e presidio sociale, favorendo la permanenza delle persone in piazza invece del semplice passaggio.

La questione, secondo Targa, non riguarda soltanto gli interessi delle attività commerciali, ma l’idea di centro cittadino che Latina intende costruire. Una piazza senza automobili, ma anche priva di sedute, ombra, servizi e occasioni di animazione culturale, rischia di essere soltanto una piazza chiusa e non una vera area pedonale. Un’occasione persa per Piazza del Popolo, che per posizione, storia e valore simbolico dovrebbe rappresentare il salotto della città.

Da qui la richiesta all’Amministrazione comunale di aprire un confronto con attività, residenti e realtà culturali cittadine. L’obiettivo è individuare interventi concreti, come più sedute e zone d’ombra, servizi adeguati, verde e arredo urbano, oltre a una disciplina semplice e trasparente per musica dal vivo ed eventi culturali organizzati nel rispetto delle regole.

La lettera, chiarisce Targa, non nasce per contestare la pedonalizzazione, ma per chiedere di completarla. Chiudere una piazza al traffico dovrebbe essere l’avvio di un progetto, non il suo punto d’arrivo: dopo aver eliminato le automobili, occorre mettere le persone nelle condizioni di tornare a vivere quello spazio.

Come imprenditori e operatori culturali, Targa e il suo staff si dicono pronti a collaborare, proporre iniziative e rispettare regole condivise. La richiesta è poter contribuire a rendere Piazza del Popolo ciò che il suo nome suggerisce: una piazza delle persone. La speranza è che l’appello venga accolto non come una sterile lamentela, ma come un contributo sincero al futuro del centro di Latina. Nonostante le difficoltà, conclude Targa, non smetterà mai di amare la sua città.