PROGETTO NAZIONALE

Latina in prima linea contro il caporalato

Il Comune avvia un bando per coinvolgere il Terzo Settore in percorsi di assistenza e formazione.

Latina in prima linea contro il caporalato

Latina si afferma come un laboratorio nazionale nella lotta al caporalato, essendo stata selezionata tra soli dieci Comuni italiani per testare un innovativo modello di assistenza e inclusione socio-lavorativa per le vittime dello sfruttamento lavorativo. Con l’approvazione della giunta comunale, il progetto è entrato nella fase operativa, avviando un incontro tecnico-istituzionale presso la sede dell’Anci a Roma.

Latina è stata scelta all’interno della rete Sai, il Sistema di Accoglienza e Integrazione, insieme a città come Milano, Genova, Perugia, Prato e Catania. L’iniziativa, promossa dal Ministero del Lavoro in collaborazione con Anci e Fondazione Cittalia, mira a tradurre in azioni concrete le nuove tutele per le vittime di caporalato e sfruttamento lavorativo.

Il progetto prevede la creazione di percorsi personalizzati di assistenza, formazione e inserimento lavorativo, con l’intento di favorire il recupero dell’autonomia economica e sociale delle persone coinvolte e delle loro famiglie. La sperimentazione, che si concluderà entro il 2027, avrà a disposizione un finanziamento nazionale complessivo di 1,6 milioni di euro e servirà a definire un modello operativo che possa diventare un punto di riferimento a livello nazionale.

Il sindaco Matilde Celentano ha dichiarato: “Essere tra i dieci Comuni pilota è un riconoscimento importante per il nostro territorio”, evidenziando l’impegno dell’amministrazione nel rafforzare il contrasto allo sfruttamento lavorativo attraverso percorsi di legalità, accoglienza e inclusione. Nel frattempo, il Dipartimento Welfare del Comune è già attivo nella preparazione dell’avviso pubblico.

Nei prossimi giorni verrà pubblicato un avviso per selezionare i partner del Terzo Settore che parteciperanno alla co-progettazione degli interventi. Questo passaggio è cruciale per costruire una rete territoriale in grado di supportare concretamente le vittime del caporalato nel loro reinserimento sociale e lavorativo. L’obiettivo finale è chiaro: trasformare una condizione di vulnerabilità in un percorso di riscatto, rendendo Latina un modello nazionale nella tutela dei diritti e nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro.