Gli avvocati dei quattro familiari indagati per il sequestro delle due sorelline, prelevate dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, si apprestano a presentare al gip del Tribunale di Sulmona una richiesta di incidente probatorio per ascoltare le bambine. La difesa mira a cristallizzare in anticipo le dichiarazioni delle minori, considerate “vulnerabili”. Inoltre, i legali stanno valutando la possibilità di ricorrere al Riesame per modificare l’accusa da sequestro di persona aggravato a sottrazione di minore, un reato meno grave. Al centro della vicenda, che ha portato all’obbligo di firma e dimora per la madre Valentina D’Acunto, il nonno Marco e il compagno Vincenzo Esposito, c’è l’ottantenne zia Maria Sofia Russo di Formia, assistita dall’avvocata Sarah Grieco. La donna ha ospitato le bambine per due settimane, senza mai farle uscire, fino all’intervento dei carabinieri, sostenendo di aver fatto solo “un favore” alla madre, poiché le bimbe volevano stare con lei. La situazione è aggravata da un forte conflitto familiare: le bambine erano state affidate ai servizi sociali dopo che il Tribunale di Cassino aveva revocato la responsabilità genitoriale alla madre, accusata di comportamenti manipolatori e di ostacolare il legame con il padre, Stefano Di Giacinto. I parenti materni erano stati già giudicati inidonei all’affidamento dai giudici, ritenuti coinvolti nei comportamenti della donna.
Richiesta al Gip
Richiesta di incidente probatorio per le sorelline sequestrate
Le sorelline erano state affidate ai servizi sociali dopo la revoca della responsabilità genitoriale alla madre.