L'operazione

Sequestro da 1,5 milioni tra Roma, Sezze e Roccagorga

Gli investigatori ipotizzano capitali illeciti reinvestiti e beni schermati tramite intestazioni fittizie a familiari.

Sequestro da 1,5 milioni tra Roma, Sezze e Roccagorga

Un patrimonio del valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro, composto da immobili, attività commerciali, automobili e conti correnti, è stato sequestrato tra Roccagorga, Sezze e Roma. Secondo gli investigatori, i beni sarebbero stati acquistati con denaro di provenienza illecita e intestati fittiziamente a familiari per occultarne la reale proprietà.

Il provvedimento riguarda Stefano Bernardi, 64 anni, e Stefano Cerelli, 37 anni, residenti rispettivamente a Roma e Roccagorga. A eseguirlo sono stati i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina, con il supporto delle Compagnie di Latina, Terracina e Formia.

Il sequestro, disposto dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura di Latina e finalizzato alla confisca dei beni, è arrivato al termine di indagini patrimoniali svolte dalla fine del 2023 fino al febbraio 2026.

Gli accertamenti avrebbero ricostruito un sistema di reimpiego di capitali illeciti nell’acquisto di abitazioni, automobili e attività commerciali. Il patrimonio, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato schermato tramite intestazioni a familiari per eludere le misure di prevenzione.

Nel quadro investigativo rientra anche la storia giudiziaria dei due destinatari del provvedimento. Per gli inquirenti, entrambi avrebbero evidenziato nel tempo una marcata pericolosità sociale. Uno dei due avrebbe collezionato precedenti penali fin dalla giovane età e, nel 2016, sarebbe stato condannato in via definitiva per un ruolo di rilievo nel traffico e nella distribuzione di droga.

L’altro è stato invece sottoposto per due anni alla sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno, misura terminata lo scorso febbraio.

Tra Sezze e Roccagorga sono stati sequestrati tre immobili: un appartamento, un ristorante e un bar-tabacchi. Il provvedimento comprende anche i beni aziendali delle due attività, quattro automobili, tra cui due vetture di lusso e una utilizzata per cerimonie, oltre a due società attive nei settori dell’edilizia e dell’organizzazione di eventi.

Sigillati infine i conti correnti intestati ai due soggetti, alle società a loro riconducibili e ai familiari più stretti.