È emergenza idrica a Roccagorga, dove da otto giorni l’acqua manca in gran parte del territorio. Cittadini e operatori commerciali protestano per una situazione che continua a creare gravi disagi.
La sindaca Carla Amici è intervenuta con una nota, denunciando le numerose segnalazioni di perdite lungo le strade, arrivate sia dall’amministrazione sia dai residenti. Gli interventi, sostiene la prima cittadina, vengono effettuati senza tempestività: nel frattempo l’acqua si disperde e non raggiunge le abitazioni.
La diffida e la messa in mora inviate dall’amministrazione ad Acqualatina hanno prodotto, nelle ultime ore, un confronto con i dirigenti del gestore, chiamati a illustrare le operazioni eseguite. Gli interventi, però, non hanno ancora risolto il problema.
Tecnici e responsabili stanno cercando le cosiddette “perdite occulte”, anche se, osserva la sindaca, in diversi punti si sono formati veri e propri geyser. Intanto il servizio sostitutivo con le autobotti non sarebbe stato adeguatamente controllato: da ieri mattina, infatti, l’acqua era terminata anche nelle cisterne.
Dopo l’ennesimo disservizio, definito dalla sindaca una vergogna e il simbolo di un sistema che “fa acqua da tutte le parti”, un’autobotte è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri. Non è ancora chiaro se le scorte siano sufficienti, ma è stato annunciato l’arrivo di una terza autobotte in piazza VI Gennaio.
Le ricerche dei guasti procedono con difficoltà, soprattutto lungo le diramazioni della rete nel centro storico. Le perdite non sono visibili e il serbatoio non riesce a raggiungere il livello necessario. Amici critica anche il ricorso a interventi “a tentoni”, tra apertura di tombini e verifica delle manichette, nonostante i fondi PNRR destinati alla digitalizzazione delle infrastrutture, compresa la rete idrica.
Il tavolo tecnico è convocato per mercoledì mattina alle 10 negli uffici della STO in Prefettura. Per l’amministrazione, le parole non bastano più a rispondere all’indignazione dei cittadini: da Acqualatina sono richiesti fatti e soluzioni immediate.
La sindaca esprime comprensione e condivisione per lo sfogo dei residenti sui social, ma prende le distanze dall’ipotesi di una protesta politica sotto il Comune, considerandola un tentativo di strumentalizzare il disagio. Il Comune, sottolinea, non ha il potere di sostituirsi al gestore del servizio.
L’amministrazione annuncia invece che continuerà a rivendicare al tavolo tecnico le iniziative già intraprese, tra cui la denuncia per interruzione di pubblico servizio e la richiesta di indennizzi per i danni subiti.
“L’acqua non arriva nelle abitazioni in base a chi governa il paese”, ribadisce Amici, ricordando che l’accesso all’acqua è riconosciuto a livello internazionale come diritto umano universale e fondamentale per la vita. La sindaca assicura infine che l’amministrazione resterà al fianco dei cittadini nelle battaglie per i loro diritti, come già avvenuto per il servizio di trasporto urbano.