La Cgil di Roma e Lazio lancia l’allarme sui dati Inail relativi alla sicurezza sul lavoro. A luglio, nella regione, sono state presentate 3.645 denunce di infortunio, il 6,7% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: un aumento superiore di oltre due punti alla media nazionale.
Nei primi sette mesi dell’anno il totale raggiunge 27.576 casi, con una crescita del 7,7%. Preoccupa anche il numero delle vittime: i decessi sul lavoro sono passati da 47 a 50, soprattutto per effetto degli incrementi registrati a Roma e Latina.
L’aumento delle denunce interessa tutto il territorio regionale. I rialzi più marcati si registrano a Viterbo (+14%) e nella Capitale (+8,1%). Il fenomeno coinvolge i comparti tradizionali, tra cui trasporti, sanità ed edilizia, ma interessa in modo significativo anche i lavoratori più giovani: tra le persone dai 15 ai 34 anni gli incidenti sono cresciuti di quasi il 10%.
Sul dato estivo incide in maniera rilevante anche lo stress termico. Per il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, le ordinanze contro il caldo non sono più sufficienti davanti all’emergenza climatica. Servono quindi interventi strutturali sugli orari di lavoro e sull’organizzazione delle città, per garantire maggiore tutela ai lavoratori.