Confesercenti Latina promuove una raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, pensata per supportare concretamente le attività commerciali e artigiane locali.
L’iniziativa rientra nella mobilitazione nazionale in programma mercoledì 9 e giovedì 10 settembre, dalle 9 alle 18.30. A Latina sarà possibile sottoscrivere la proposta al banchetto allestito presso il Caffè Nanà, in via Cesare Battisti 10.
«La delocalizzazione delle vendite attraverso il commercio online sta producendo conseguenze sempre più pesanti sui territori», sottolinea Massimo Ceccarini, presidente provinciale di Confesercenti Latina.
Secondo una stima dell’Ufficio Studi di Confesercenti, per ogni 100 euro spesi online, 70 euro si spostano fuori dal territorio, contribuendo all’impoverimento dell’economia locale. Al contrario, quando la stessa cifra viene spesa nelle attività cittadine, le risorse rimangono sul posto e alimentano un circuito economico virtuoso.
«Il commercio di prossimità è una vera infrastruttura territoriale», prosegue Ceccarini. Le attività locali generano occupazione diffusa, mantengono in uso gli immobili, assicurano l’accesso a beni e servizi e sostengono la vitalità delle strade. Rappresentano inoltre un presidio di sicurezza, socialità e vivibilità urbana.
I dati evidenziano l’ampiezza del fenomeno. In Italia, tra il 2019 e il 2025, hanno cessato l’attività 111.455 esercizi commerciali, con la perdita di professionalità, posti di lavoro, competenze e dell’indotto collegato al settore.
Anche la provincia di Latina ha registrato una contrazione significativa: nello stesso periodo, i negozi al dettaglio sono passati da 8.374 a 7.792, con un calo del 7%. Secondo le stime, la riduzione si traduce in una perdita di ricchezza per il territorio pari a circa 87 milioni di euro.
Nel capoluogo le attività commerciali al dettaglio sono scese da 2.110 nel 2019 a 2.009 nel 2025, segnando una diminuzione del 4,8%. La conseguente perdita di ricchezza è stimata in circa 15 milioni di euro, senza considerare gli effetti aggiuntivi sull’intero indotto economico.
A Latina è diminuita anche l’occupazione nel commercio al dettaglio: tra il 2019 e il 2025 gli addetti sono calati dell’8,6%, passando da 6.036 a 5.515 unità.
«Di fronte a questo scenario è necessaria una nuova azione di politica pubblica a sostegno del commercio di prossimità», conclude Massimo Ceccarini. L’impegno, secondo il presidente provinciale di Confesercenti Latina, deve coinvolgere tutti i livelli istituzionali, dagli enti locali al Governo nazionale, perché difendere e rilanciare le attività di vicinato significa tutelare l’economia dei territori, l’occupazione e la qualità della vita urbana.