È entrata in vigore l’Ordinanza Sindacale n. 7/26, con cui il Comune di Bassiano disciplina le modalità di somministrazione di cibo e acqua agli animali d’affezione e alle colonie feline presenti sul territorio.
Il provvedimento mira a conciliare la cura degli animali con la tutela dell’igiene, della salute pubblica e del decoro urbano. La decisione arriva dopo alcune criticità rilevate negli spazi pubblici, tra alimenti lasciati a terra, ciotole deteriorate e cibo esposto troppo a lungo, condizioni che possono favorire la presenza di infestanti e roditori.
«Amiamo gli animali e riconosciamo l’alto valore etico e sociale di chi se ne prende cura ogni giorno. Questa ordinanza non è assolutamente un divieto di accudire gli animali, diritto garantito dalla legge, ma uno strumento per proteggerli da cibo alterato o da luoghi pericolosi, assicurando nello stesso tempo decoro e rispetto per tutta la comunità», dichiara il sindaco di Bassiano, Giovanbattista Onori.
Il primo cittadino sottolinea inoltre che benessere animale e rispetto delle norme igienico-sanitarie devono procedere insieme. L’obiettivo, spiega, non è ostacolare chi si occupa degli animali, ma regolamentare la gestione sul territorio affinché igiene, decoro urbano e vivibilità degli spazi pubblici restino prioritari, attraverso responsabilità civica e collaborazione.
Le regole per un accudimento responsabile
L’ordinanza stabilisce che il cibo non possa essere sparso o depositato direttamente su strade, marciapiedi o aiuole: è obbligatorio utilizzare contenitori lavabili. Chi provvede alla somministrazione deve attendere la fine del pasto e rimuovere subito ciotole, recipienti e residui.
Non è inoltre consentito lasciare alimenti incustoditi o scorte esposte per più di 30 minuti, così da prevenire il deterioramento del cibo e l’attrazione di parassiti. Le ciotole per l’acqua devono essere collocate senza creare intralcio al passaggio e in modo da evitare ristagni e la proliferazione di larve.
Divieti vicino ai luoghi sensibili
La somministrazione di cibo è vietata entro 20 metri da monumenti, musei e siti culturali; chiese e altri luoghi di culto; aree verdi e parchi gioco per bambini; edifici pubblici, scuole e strutture sanitarie.
Il divieto riguarda anche gli ingressi di abitazioni ed esercizi commerciali, fatta eccezione per eventuali punti specificamente concordati e autorizzati.
Controlli e sanzioni
Il rispetto delle disposizioni sarà verificato dalla Polizia Locale e dagli altri organi di vigilanza competenti. Per ogni violazione accertata è prevista una sanzione amministrativa da 50 a 300 euro.
Il Servizio Tecnico e Ambiente del Comune potrà inoltre rimuovere d’ufficio materiali e contenitori lasciati incustoditi sul suolo pubblico.