LA LETTERA

Tripodi scrive a Meloni, Tajani e Salvini su omissione di soccorso

Tripodi chiede misure più severe per l'omissione di soccorso.

Tripodi scrive a Meloni, Tajani e Salvini su omissione di soccorso

Il Consigliere regionale del Lazio Orlando Angelo Tripodi (Forza Italia) ha inviato una lettera aperta alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ai Vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini, per richiamare l’attenzione sulla questione dell’omissione di soccorso in caso di incidenti stradali e sugli accertamenti relativi allo stato di alterazione del conducente.

Questa iniziativa è scaturita dal dialogo con i giovani durante le attività di incontro sul territorio, dove è emersa la convinzione tra alcuni ragazzi che, dopo un incidente sotto l’effetto di alcol o droghe, sia più vantaggioso allontanarsi dal luogo dell’incidente e presentarsi alle autorità solo dopo diverse ore, pensando che il tempo trascorso possa rendere più difficile dimostrare lo stato di alterazione. Tripodi sottolinea che, a prescindere dalla veridicità di tale convinzione, il fatto che circoli tra i giovani è un segnale che non può essere trascurato dal legislatore.

Nella lettera, il Consigliere chiede un inasprimento delle pene per l’omissione di soccorso, equiparandole a quelle già previste per la guida in stato di ebbrezza, indipendentemente dall’eventuale stato di alterazione del conducente. “Chi fugge non viola solo un obbligo di legge: abbandona una persona nel momento più vulnerabile della sua vita. Ogni secondo dopo un incidente può essere cruciale, e chiamare i soccorsi può fare la differenza tra la vita e la morte”, afferma Tripodi.

Il Consigliere affronta anche la questione degli accertamenti tossicologici e alcolemici, che diventano più complessi o impossibili se il conducente si allontana dal luogo dell’incidente. “Non chiediamo che si presuma automaticamente lo stato di alterazione di chi fugge, poiché ciò sarebbe incompatibile con la presunzione di innocenza e con i principi costituzionali. Tuttavia, è necessario che il legislatore trovi strumenti adeguati affinché la fuga non diventi un vantaggio processuale. Nessuno deve poter beneficiare di una condotta illecita”. Tripodi conclude con un appello al Governo, invitando direttamente Meloni, Tajani e Salvini a promuovere una riforma che rafforzi la protezione delle vittime della strada e renda più severe le conseguenze per chi omette soccorso. “La civiltà di un Paese si misura anche dalla sua capacità di proteggere i più indifesi. Chi resta a terra dopo un incidente non può essere lasciato solo, e chi sceglie di voltarsi dall’altra parte deve sapere che lo Stato agirà con fermezza”.